2 ottobre Newsletter: La provocazione di Attilio Scotti

2 ottobre Newsletter: La provocazione di Attilio Scotti

By Redazione

Vorrebbe la ristorazione senza i  SUPER CHEF

Stavolta l’amico Attilio Scotti ci trova d’accordo e pubblichiamo volentieri la sua news letter della settimana.
Rispettiamo il lavoro dei grandi Chef, quelli veri, quelli che hanno iniziato come lavapiatti e quelli che sono professionalmente preparati.
Rispettiamo quelli che conoscono il loro mestiere e vogliono raggiungere mete sempre più ambite. Facendo ricerche continue e lavorando sodo.

Non possiamo dire la stessa cosa per quelli che noi consideriamo yuppies d’assalto della ristorazione e funamboli della cucina spettacolare: nutrono gli occhi ma poco la pancia.
Potremmo paragonarli agli “imbrattatele”. Sono capaci di fare dei quadri astratti bellissimi (a detta loro e dei critici compiacenti) ma non sono in grado di fare un paesaggio, un ritratto o una
copia dal vero.
A loro modo, sono artisti anche loro.  Con un po’ di fantasia vendono (a caro prezzo) tanto fumo  ma “si dimenticano di darci anche l’arrosto”!
Forse un giorno scopriremo che, come dei missionari della dieta, lo fanno per fare dimagrire noi ed il nostro portafoglio. In un colpo solo…….ma basta non frequentarli!

Viviamo in un mondo libero e pertanto la colpa, se di colpa si può parlare, è di chi privilegia l’immagine rispetto alla vera qualità. E di chi è felice di farsi
abbindolare perchè non è in grado di andare al di là della qualità percepita.

All’apertura di Cheese 2009, Carlin Petrini ha detto: ” Se i nostri vecchi venissero a sapere che spendiamo più per cercare inutilmente di dimagrire che per mangiare ……si
rivolterebbero nella tomba!” ………”oggi il latte alla stalla viene pagato 0,28€/litro….ce ne vogliono tre per prendere un caffè al bar” . Ed ancora: ” ….un prodotto
industriale spalmabile  xxxxxx costa più del Parmigiano, quello nostrano vero, fatto con il latte vero delle”nostre” mucche al pascolo” .

Se questo è ciò che ci porta il progresso e la civiltà…….forse è meglio se ci fermiamo a riflettere un po’ e chiederci se non sia meglio custodire
gelosamente  quello che ci hanno lasciato i nostri vecchi ed apprezzare le miriadi di tipicità di ogni territorio.

E per piacere, ristoratori/poeti, non dateci “…..fettine di polipo cotto a vapore con erbe aromatiche  spontanee rupestri delle valli del Chisone….”. Dateci un bel coniglio alla
cacciatore e lasciateci gustare una bella insalata di POLPO …..magari  in una trattoria con la veranda sul mare.

Ecco la news letter di Attilio Scotti:
Dopo la sfuriata di Striscia la notizia che ha rotto gli incantesimi dei gran super chef, dopo che
la crisi economica ha fatto rarefare presenze nella grande ristorazione stellata da oltre cento
euro a cranio, ecco un ritorno a una cucina semplice e del territorio.
Mi chiedo se sono maturi i tempi per varare la cucina senza chef, ovvero la cucina della famiglia, la cucina che serve un buon risotto, una buona pasta, un secondo che s’ispira alle vecchie
ricette del territorio.
Mi chiedo se esistano difficoltà insormontabili nel servire un buon piatto di ottimi salumi,
preparare una polenta con spezzatino di carni, spaghetti al sugo di pomodoro e grattata di
parmigiano, verdure fresche o cotte, un risotto con la salsiccia o un risotto allo zafferano o un
minestrone alle verdure?
O anche una trotella alla piastra o funghi trifolati?
Ci vuole un ingegno e fantasia fuori dal comune o basta una seria scuola di qualche settimana o un
tirocinio in cucina di un mese unita alla sapienza delle nostre nonne ?

E’ovvio che questa provocazione mi attirerà ire.
Io che ho sostenuto ed anche esaltato alcuni chef che hanno creato piatti eccelsi, ma sono dentro nel presente : ci stiamo avviando verso una nuova era, non mi si dica che nessuno si accorge che
le
stagioni sono definitivamente cambiate, e che se non corriamo ai ripari anche dalle nostre parti cicloni e strapiogge ci sommergeranno.
E la nuova era sarà l’era della sobrietà, della presa di coscienza della raccolta differenziata dei rifiuti, del ritorno alla bicicletta, dell’andare più a piedi, del vivere
senza “happy our” e il ritorno del
“bianchino” o dello ” sprizz” come aperitivo.

Certamente, per qualcuno, un mondo più grigio, ma più vivibile.
Perchè non cominciamo ?
Nasceranno bravi cuochi e scompariranno quegli chef che hanno pontificato sul nulla
destrutturando, capovolgendo e stravolgendo prodotti, saperi & sapori.
Si può vivere benissimo anche senza ” fettine di polipo cotto a vapore con erbe aromatiche
spontanee rupestri delle valli del Chisone, in salsa di ananas frullata con olio extra
vergine di oliva e capperi di Salina, con aggiunta di chiodi di garofano , zenzero e
cardamomo birmano( piatto proposto in un ristorante della cintura torinese euro 32)
Attilio Scotti

Bravo Attilio, la tua provocazione ti porterà sicuramente le ire di qualcuno ma, come vedi, anche qualche modesto consenso.

A fine ottobre saremo al Wine Show di Torino, che ne dici di venire nel ns salotto TV a parlare di Vino?

Giuseppe Danielli
Newsfood.com
 

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