Crisi: tre imprese agricole su cinque con bilanci “in rosso”

Crisi: tre imprese agricole su cinque con bilanci “in rosso”

Il presidente della Cia Giuseppe Politi lancia l’allarme e invita il governo a rivolgere una maggiore attenzione nei confronti del settore. E’ finito il tempo delle promesse, oggi occorrono fatti
tangibili. Gli agricoltori sono in grandissima difficoltà. “Al neo-ministro Galan abbiamo chiesto la ripresa della concertazione e lo svolgimento della Conferenza nazionale
dell’agricoltura e dello sviluppo rurale entro quest’anno: c’è bisogno, anche in vista della riforma Pac post 2013, di una nuova politica agraria”.
 
“Tre imprese agricole su cinque hanno bilanci e ‘in rosso’. Sotto i duri colpi di costi (produttivi, contributivi e burocratici) che s’impennano sempre di più, di prezzi sui campi in
crollo verticale e di redditi in caduta libera, gli agricoltori sono in grande affanno e rischiano di non stare più sul mercato. Davanti ad uno scenario drammatico non si può stare
fermi. Il governo, come ha fatto per altri settori economici, deve intervenire in tempi rapidi, altrimenti tantissime aziende saranno costrette a chiudere nei prossimi due-tre anni”. Giuseppe
Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, rilancia con forza il grido d’allarme per un settore abbandonato a se stesso e alle prese con difficoltà enormi e privo di
una politica efficace, “di un vero progetto che rilanci sviluppo e competitività”.

“In questi ultimi anni – aggiunge Politi – si è fatto poco o nulla nei confronti dell’imprenditoria agricola. Solo sporadici ed insufficienti interventi che non hanno risolto i problemi
con i quali l’agricoltura è costretta a confrontarsi. E questo è molto grave soprattutto in un momento in cui a livello europeo si stringono i tempi per decidere quale sarà
la Politica agricola comune dopo il 2013. Servirebbe un’accelerata, una totale presa di coscienza delle questioni che stanno mettendo in ginocchio le nostre campagne. Purtroppo, non vediamo
neanche l’ombra di un provvedimento efficace”.

“Più volte abbiamo sottolineato che il 2009 è un anno da dimenticare per l’agricoltura. Le tante occasioni per decidere misure valide per il settore – afferma il presidente della
Cia – sono passate invano, a cominciare dalla legge finanziaria per il 2010 dove non c’è alcuna traccia del mondo agricolo. Anche in altre successive occasioni, dal ‘Milleproroghe’ al
decreto incentivi, gli agricoltori non hanno trovato i riscontri che attendevano. Il quadro si è aggravato e ora le imprese sono in grande affanno e, se non si prenderanno le dovute
misure, difficilmente riusciranno a superare l’urto di una crisi che si fa opprimente”.

“Dal governo – rimarca Politi – abbiamo avuto soltanto tante belle promesse, ma di atti tangibili nulla. Per di più sono state prese decisioni, come quella dell’annullamento dell”accisa
zero’ per il gasolio, che hanno reso più drammatica la situazione, in particolare per le serre che vivono un momento di profondo disagio e grande difficoltà. Ma sono tutti i
comparti a soffrire, a confrontarsi con una dura realtà che sta mettendo a dura prova la stessa sopravvivenza delle imprese”.

“Da qui il nostro appello perché ci si sia un’attenzione nuova nei confronti del settore primario, perché – rimarca Politi – si inizi a sviluppare una politica realmente incisiva,
fatta di interventi concreti e di provvedimenti seri che ridiano certezza e prospettiva a più di un milione e mezzo di famiglie che vivono in agricoltura e di agricoltura. Non a caso, al
neo-ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan abbiamo chiesto di riavviare al più presto la concertazione, che riteniamo indispensabile per delineare e
portare avanti scelte condivise e mirate”.

“Allo stesso tempo abbiamo sollecitato il nuovo ministro a riprendere l’iter, avviato nella precedente legislatura e, purtroppo, ora bloccato, nonostante gli impegni dichiarati, della Conferenza
nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Un appuntamento che per noi – sostiene il presidente della Cia – deve essere svolto entro quest”anno, in quanto fondamentale per il futuro
dell’intero settore. La nostra, d’altra parte, è stata l’organizzazione professionale agricola che l’ha proposta fin dal luglio del 2004. E’, dunque, un’occasione importante dalla quale
far scaturite un organico progetto di sviluppo e competitività, una nuova politica agraria, nei confronti di cui le istituzioni e le rappresentanze agricole possano assumere le proprie
responsabilità, impegnandosi a realizzarlo”.

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