Crisi economica, la magia nera per la recessione a Irlanda e Paesi Baltici

La recessione del 2009 colpirà severamente tutta l’Ue (-1,8%) e l’Eurozona (-1,9%), e con particolare forza l’Irlanda (-5,0%), secondo le previsioni economiche
intermedie sul Pil che la Commissione europea ha pubblicato a Bruxelles.

Dei quattro grandi paesi dell’Eurozona, la Germania registra il dato peggiore (-2,3%), seguita da Italia e Spagna (-2,0%) e Francia (-1,8%). Intorno alle stesse cifre anche le
previsioni riguardanti Olanda (-2,0%) e Belgio(-1,9%), mentre la Slovacchia, appena entrata nell’euro, è l’unico paese che registrerà ancora una crescita significativa
(2,7%), ma comunque in netta frenata rispetto alla stima rivista del 2008 (7,1%) e all’impressionante 10,4% del 2007.

Nell’Ue in complesso lo Stato membro che sta peggio è la Lituania (-6,9%), in caduta libera dalle vette del Pil oltre il 10% abituali negli anni scorsi (10,3% nel 2007, 12,2% nel
2006), ma con una brusca frenata avvenuta nel 2008, quando, secondo le stime riviste, il Pil è stato già negativo (-2,3%).

Va male anche per gli altri paesi baltici, l’Estonia (-4,7%) e la Lettonia (-4,0%). E se la Polonia (-2,0%) è in linea con gli altri grandi paesi dell’Ue, i dati del Regno
Unito (-2,8%) sono nettamente peggiori.

Lo scenario a politiche costanti per il 2010 vede una timida ripresa sia nell’eurozona (0,4%) che nell’Ue a 27 (0,5%).

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