Crisi: Assobirra avverte il settore soffre una grave crisi, non sono possibili nuovi aggravi fiscali

Crisi: Assobirra avverte il settore soffre una grave crisi, non sono possibili nuovi aggravi fiscali

Roma – La crisi soffia pesantemente anche sul settore birra. Nel bimestre gennaio-febbraio le vendite hanno registrato valori di segno negativo superiori al -13%, con un picco nel solo
febbraio del -22%. E questo dopo un 2008 dove sono stati consumati 76 milioni di litri di birra in meno, con 230 milioni fra lattine e bottiglie da 330 ml rimaste invendute.   

I dati sono stati diffusi da Assobirra, l’associazione degli industriali della birra e del malto, alla notizia di 5 emendamenti al DL incentivi presentati in commissione Finanze e
Attività Produttive della Camera che – informa Assobbirra – propongono di aumentare le imposte sulla produzione e il consumo di birra per finanziare altre iniziative di sostegno alle
imprese.   

AssoBirra ricorda che la tassazione della birra in Italia è già assestata su livelli fra i più elevati di tutta l’Europa continentale e nel solo biennio 2004-2006
l’imposta è stata innalzata di oltre l’80% (l’accisa è anche gravata di IVA), arrivando a pesare fino al 30/35% sul prezzo di vendita finale, con un’incidenza di circa 25-35
centesimi di euro per litro.  

Assobirra esprime la propria viva preoccupazione per la competitività del settore birraio, già messo a dura prova da un fortissimo differenziale fiscale rispetto agli altri
Paesi europei, che favorisce le importazioni in evasione d’imposta e genera non di rado comportamenti elusivi dell’accisa. E’ il caso della Germania, che da anni riversa sul mercato italiano gran
parte del proprio eccesso strutturale dell’offerta.

L’industria della birra – informa l’associazione degli industriali della birra e del malto – è presente nel Paese da quasi due secoli e genera un’occupazione indiretta equivalente a
135.000 posti di lavoro, di cui 120.000 nel settore della ristorazione e ricettività. Nelle 14 fabbriche di birra e negli oltre 250 birrifici artigianali dislocati in Italia vengono
prodotti oltre 13 milioni di ettolitri di birra, andando a coprire il 72,7% dei consumi interni.   

Il settore birrario – prosegue Assobirra – costituisce un’importante fonte di reddito per la produzione agricola del Paese, poiché le malterie lavorano tutto l’orzo da birra
coltivato in Italia e la filiera birraria utilizza anche rilevanti quantitativi di mais di produzione interamente nazionale, oltre a rappresentare uno dei maggiori clienti dell’industria italiana
del vetro e dell’alluminio.   

L’industria italiana – aggiunge Assobirra – continua a risentire in misura rilevante della competizione fiscale sleale di alcuni Paesi dell’Europa
centro-orientale, fondata su norme nazionali meno rigorose delle nostre in merito alla denominazione del prodotto. In Italia infatti sono i parametri che influiscono sulle caratteristiche
qualitative (grado plato) a determinare la tassazione del prodotto birra (accisa).

Ne consegue che in vari altri Paesi europei è possibile produrre ed esportare in Italia con la denominazione “birra” un prodotto che tale non sarebbe ai sensi della nostra normativa,
vendendo a prezzi che rischiano di mettere fuori mercato gli operatori nazionali.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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