Basilicata: Scanzano Jonico diventa il cuore della protesta agricola del Sud

Scanzano Jonico – La cittadina è nuovamente il centro di una grande protesta interregionale. Sono migliaia gli agricoltori che sono giunti in
Basilicata da tutte le regioni del sud (Puglia,Calabria, Campania,Sicilia,Sardegna). La crisi è ormai insostenibile e gli animi si riscaldano. I problemi sono enormi , non c’è 
solo la vicenda quote latte, ma un disagio profondo che investe tutte le imprese agricole del sud.

“Gli agricoltori sono schiacciati e soffocati dai costi di gestione e produzione sempre al  rialzo e da redditi sempre più esigui”. Così il presidente nazionale della
Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giusepe Politi sintetizza i motivi della protesta che lo vedono protagonista oggi per le strade di Scanzano Jonico a fianco di migliaia di agricoltori.

Siamo davanti a una emergenza continua -dice Politi- figlia di disfunzioni strutturali che non trovano la necessaria attenzione da parte di chi dovrebbe fare scelte serie in materia.

Non si trovano mai risorse per un settore che è vitale per il nostro Paese e che interessa una parte fondamentale del tessuto socio economico dell’Italia, anche e principalmente al Sud.
Un settore che simbolo del “Made in Italy” nel mondo e che avrebbe bisogno di innescare una accelerazione importante.

Invece, il fondo per le calamità naturali, per esempio -spiega Politi- sta diventando una barzelletta, una specie di grande gioco di prestigio: “appare e scompare senza mai
sostanziarsi”. Sul decreto quote latte vigiliamo su come verrà modificato e se diverrà per noi accettabile, comunque non deve diventare lo schermo che compre gli altri enormi
problemi, dell’agricoltura italiana ad oggi colpevolmente irrisolti. Gli agricoltori sono veramente esasperati, ma continuano con una  protesta che si caratterizza per grande ordine,
dignità, educazione e rispetto.

Non ci spaventa -seguita Politi- proseguire con manifestazioni in tutto il Paese, per ottenere quel attenzione e rispetto che il settore chiede legittimamente.

Questo atteggiamento tendenziale e l’indifferenza, rischiano -conclude Politi- di tagliare, in breve tempo, più di 50 mila aziende dalla possibilità di stare sul mercato. Molte di
queste proprio operanti al sud d’Italia. Non staremo “con le mani in mano” ad assistere a questo dramma.

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