Cremona: presentazione Rapporto sull'immigrazione
9 Dicembre 2007
Cremona, 7 Dicembre 2007 – “Costruire condizioni e percorsi per fare di questo territorio un luogo dove tutte le persone oneste e che vogliano contribuire al bene comune possano sentirsi
a casa propria, da qualunque parte del mondo provengano”, è questo il senso dell’attività della Provincia nei confronti del fenomeno dell’immigrazione delineato dal presidente
della Provincia Giuseppe Torchio alla presentazione del Rapporto sull’immigrazione, curato dall’Ismu e dall’Osservatorio provinciale.
Torchio ha osservato che è sbagliato trattare il tema dell’immigrazione solo in relazione a quello della sicurezza o della cronaca nera. E lo è tanto più per un
amministratore pubblico. Il fenomeno dell’immigrazione è ineludibile ed è necessario farci comunque i conti. Anche in provincia di Cremona l’immigrazione continua il suo trend di
crescita. Oggi gli stranieri rappresentano il 7,1 per cento della nostra popolazione. Analizzandolo bene, però, si scopre che qui il fenomeno ha subito alcune trasformazioni
significative: un rallentamento della crescita negli ultimi due anni, e soprattutto una modificazione qualitativa: una parte significativa, se non maggioritaria, è dovuta ai
ricongiungimenti familiari. Segno che gli stranieri tendono a stabilizzare la loro permanenza, a costruire nel nostro territorio un progetto di vita per sé, le proprie famiglie, il
futuro dei propri figli.
A conferma di questo alcuni dati statistici, presentati da Alessio Menonna dell’Ismu e da Ludovico Gardani dell’Osservatorio provinciale: la conoscenza della lingua italiana, ormai patrimonio
pressoché comune, la scolarizzazione dei figli, l’incremento della costituzione di imprese autonome, il lavoro femminile, l’acquisto di case di abitazione.
“Sono tutti fattori – ha osservato Torchio – che contribuiscono a definire il grado di integrazione, espresso nel valore dell’integrometro, che nella nostra provincia è sempre stato alto
e che nell’anno preso in esame è ulteriormente migliorato arrivando a 7,7 punti su 10 e ponendoci all’undicesimo posto su scala nazionale”.
Merito delle politiche attive delle istituzioni locali, che sono state in grado di non separare il momento dell’accoglienza da quello della legalità e delle regole che devono valere per
tutti.
Torchio non si è nascosto che il tema della sicurezza è, tuttavia, quello più “caldo” e sentito, e gli amministratori non possono non tenerne conto. Ma la strada dei veri e
propri “pogrom” lanciati in questi giorni da alcuni amministratori verso gli immigrati non è accettabile per scelta politica e per ragioni etiche, ma anche perché non è in
grado di risolvere il problema.
“Io credo invece che noi dobbiamo, e il lavoro fatto fin qui mi dice che possiamo, raccogliere una sfida infinitamente più alta, la sfida della legalità e della sicurezza sociale,
che tenga insieme la sicurezza “passiva” della repressione dei comportamenti che infrangono le regole, con le politiche della sicurezza “attiva” fatta di coesione sociale e integrazione,
rivolta ai cittadini stranieri come alla popolazione autoctona”.
In questo senso vanno i progetti riguardanti gli stranieri di seconda generazione, l’inserimento delle donne straniere nel mercato del lavoro e lo stimolo alla partecipazione attiva, la
creazione di “luoghi dell’accoglienza” che delineino una vera e propria rete anche attraverso i distretti sociosanitari, per i quali la Provincia ha ricevuto in questi giorni un contributo
ministeriale di 260mila euro. In questa direzione va anche l’Agenzia per l’integrazione sociale, progetto inserito nel Patto per lo sviluppo, elaborato con l’Associazione industriali e
già finanziato anche con una significativa partecipazione della stessa associazione.
L’assessore Anna Rozza ha a sua volta aggiunto che la volontà della Provincia non è quella di essere “buoni”, ma di essere “giusti”: in questo, ha detto, vorremmo essere aiutati.
I due ricercatori hanno presentato il Rapporto sull’immigrazione, che nei prossimi giorni sarà consultabile sul sito della Provincia e che verrà presentato ai tre Distretti nelle
prossime settimane.
In particolare Ludovico Gardani ha svolto una ricerca analizzando il fenomeno dell’immigrazione sulla base dei “pregiudizi” più comuni che lo riguardano, non per “smontarli”, ma per
analizzarli attraverso i dati.La conclusione che se ne può trarre è che la realtà è sempre più complessa rispetto alla semplicità dei luoghi comuni,
anche quando sembra confermarli come nel caso della sicurezza: è vero infatti che la popolazione carceraria straniera a Cremona è aumentata, ed è vero che la maggioranza
dei reati analizzati vede come protagonisti stranieri irregolari, ma è anche vero che il tasso di reati commessi dagli stranieri regolari è analogo a quello degli italiani. Ancora
una volta, dunque, la strada da percorrere, insieme a quella della repressione sulla quale, aveva detto Torchio, occorre essere determinati, sembra essere quella dell’informazione, della
conoscenza e dell’impegno al rispetto delle regole come presupposto per la convivenza.





