Cremona: la Commissione Territorio sul Congresso per il Po

Cremona, 20 Novembre 2007 – Un mandato forte al presidente Giuseppe Torchio da parte della Commissione Territorio affinché prosegua e intensifichi l’impegno per giungere, nel
corso del quarto Congresso nazionale del Po, che si svolgerà a Piacenza venerdì e sabato, alla definizione di un vero e proprio “Contratto del fiume” che comprenda anche la
regimazione del medio tratto del Po, tra Cremona e Foce Mincio.

Si tratta, hanno detto i consiglieri all’unisono, di un intervento fondamentale per l’economia di questa parte del territorio padano. Esso consentirebbe infatti di garantire la navigazione
commerciale per almeno 340 giorni all’anno e quindi il decollo delle infrastrutture che la Provincia di Cremona sta approntando con il polo produttivo, logistico e di trasporto intermodale che
si dipana dal porto cittadino all’area di Tencara lungo tutto il canale navigabile. Ma un intervento di regimazione avrebbe effetti benefici su tutto il sistema idrico, garantendo
disponibilità di acqua per l’irrigazione, riducendo il fenomeno di sprofondamento delle falde, consentendo un utilizzo più razionale di una risorsa fondamentale e ormai scarsa
come l’acqua. Vantaggi ne trarrebbero anche l’ambiente e il turismo, perché gli sbarramenti “leggeri” contribuirebbero a una rinaturalizzazione delle aree adiacenti al letto del fiume.

Era stato l’assessore al Territorio Agostino Alloni a illustrare il lavoro fin qui svolto dall’amministrazione. In particolare gli incontri tenuti con le Province di Mantova e di Piacenza,
finalizzati a inserire la navigazione commerciale, e non solo quella turistica, fra gli obiettivi da garantire. E quelli con la Regione Lombardia, in particolare con l’assessore Cattaneo,
l’assessore Rossoni e i consiglieri eletti dal nostro territorio.
Sarà dunque lo stesso Cattaneo a formalizzare la proposta di un Contratto per il fiume, mettendo sulla proposta il peso della Regione Lombardia ma anche i 97 milioni di euro di cui la
Regione stessa già dispone in base a leggi passate, due Finanziarie e la Legge Bersani del 1998. Una volta ottenuto l’accordo anche delle altre Regioni rivierasche, si dovrà
andare a chiedere risorse anche all’Unione Europea.
Alloni non ha nascosto le difficoltà che ancora oggi la proposta di regimazione incontra, nonostante sia sostenuta da tutte le forze politiche, dal mondo ambientalista e dalle
istituzioni.

Il consigliere Giampaolo Dusi ha denunciato come dai precongressi del Po non sia in realtà uscito un indirizzo chiaro e univoco. Per questo, ha affermato, Cremona deve insistere molto e
giocare un ruolo decisivo. Anche il consigliere Andrea Ladina ha osservato come ci sia il rischio che il Congresso di Piacenza si risolva in qualche cosa di decorativo e poco operativo, ed ha
proposto che a Piacenza venga divulgata una cartella con le nostre proposte, sottolineando come su di esse vi sia l’accordo di tutte le forze in campo.
Il consigliere Tamagni ha, d’altra parte, affermato come sia necessario che tutti si sentano coinvolti in un progetto generale per il Po, che parta dalla sicurezza delle opere idrauliche e
arrivi all’ambiente, al turismo e alla navigazione.

Il presidente Torchio, nel ringraziare tutti i consiglieri per la passione e la condivisione dei temi, ha ripreso le argomentazioni di Dusi e Ladina, affermando che la situazione è grave
e che il continuo abbassamento dell’alveo rischia di mandare all’aria gli interventi fatti, dal sistema degli attracchi alle iniziative del Po di Lombardia, mentre la crescente scarsità
di portata del fiume, e la conseguente ridotta possibilità di navigazione mette a rischio gli investimenti infrastrutturale che vanno a vantaggio non solo della provincia di Cremona ma
di quella di Lodi e dello stesso territorio milanese. Ecco perché le nostre proposte verranno divulgate al Congresso di Piacenza. Dobbiamo lavorare, ha concluso Torchio, per un progetto
multiobiettivo sul Po, e batterci perché il Po sia dichiarato Distretto fluviale europeo, per potere intercettare le risorse comunitarie.

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