Cooperazione, l'Emilia-Romagna ci trova gusto

By Redazione

 

Venerdì 12 settembre, presso lo stand della Regione Emilia-Romagna a SANA 2008, si è tenuta la presentazione della guida di Fedagri/Confcooperative “Il gusto della
cooperazione”, che propone sia le produzioni agroalimentari di qualità sia i luoghi della cooperazione dove è possibile gustare, conoscere e acquistare prodotti ottenuti
nel rispetto di specifici disciplinari. 

L’incontro è stato l’occasione per parlare di eccellenze agroalimentari ma soprattutto dei valori e dei principi della cooperazione: secondo Paolo Bruni, presidente nazionale di
Fedagri, in Emilia-Romagna le cooperative agricole hanno conseguito importanti risultati attraverso un’efficace presenza sui mercati e rappresentano una valida alternativa economica
all’industria alimentare.

Il presidente regionale di Confcooperative Maurizio Gardini ha sottolineato il valore del settore agroalimentare regionale, la radicata presenza della cooperazione e le esperienze di
vendita diretta, una nuova fase da cui partire per realizzare una rete di distribuzione gestita dai produttori organizzati.

“Se l’Emilia-Romagna è oggi conosciuta nel mondo come la patria delle eccellenze agroalimentari e per la competitività a livello produttivo e di mercato – ha
esordito l’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni – è anche perché qui c’è tanta cooperazione. Tante piccole e medie aziende agricole senza l’associazione al
movimento cooperativo non avrebbero potuto, ad esempio, rispondere positivamente alle richieste di un mercato sempre più ampio ed esigente”.

“La cooperazione – ha aggiunto Rabboni – è per definizione una filiera: essendo presente dalla fase di produzione (l’azienda agricola), alla trasformazione,
commercializzazione fino alla valorizzazione e promozione delle produzioni. Ciò consente di ridurre i costi di produzione e i prezzi per i consumatori ma anche di aggiungere
valore e affidabilità alla nostra agricoltura. I grandi marchi commerciali cooperativi sono gli unici che non delocalizzano all’estero la produzione e gli acquisti, se non per
completare la gamma di prodotti.

In altri termini – ha proseguito Rabboni – la loro natura cooperativa li obbliga a investire sul territorio e quindi la cooperazione risulta, anche sotto questo aspetto, una
scelta vincente e moderna. Non è un caso che i marchi leader nazionali ed a volte europei dell’alimentazione, siano proprio importanti gruppi cooperativi con sede in
Emilia-Romagna”.

In conclusione, Rabboni ha ricordato il problema dei contributi comunitari e come questi vengano ridotti all’aumentare del fatturato e delle dimensioni aziendali: “è un punto sul
quale la Regione Emilia-Romagna insisterà, per una riconsiderazione degli aiuti che distingua le imprese multinazionali dalle imprese cooperative costituite da migliaia di
piccole e medie aziende agricole”.

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