Contrordine: è l’obesità che rende i bambini pigri

Contrordine: è l’obesità che rende i bambini pigri

I bambini sono cicciottelli e poi pigri, non il contrario. In altre parole, va ribaltato il messaggio tradizionale che descrive la mancanza di attività come origine dell’aumento di peso.

Questa la controversa tesi di una ricerca dell’EarlyBird Diabetes Study, diretta dal dottor Terry Wilkin e pubblicata su “Archives of Disease in Childhood”.

Gli studiosi hanno osservato per 11 200 bambini, prendendo nota di stato di salute ed attività fisica.

Essi hanno così notato come è il grasso in eccesso che rende i piccoli pigri e ritrosi verso moto ed attività fisica. Di preciso, spiega la squadra di Wilkin, “Intorno ai 7
anni, per ogni 10% di grasso corporeo di troppo, l’attività fisica si riduce di 4 minuti al giorno. Possono sembrare pochi continuano, ma sommati per anni diventano importanti”.

I minori sono cioè in grado di “sentire” il sovrappeso e tale consapevolezza li intimorisce, rendendoli meno amanti di sport di gruppo. Così, l’ago della bilancia sale ed il
circolo vizioso continua.

Come soluzione, Terry Wilkins propone di rompere gli schemi: prima di pensare all’attività fisica, gli educatori dovrebbero spronare verso la sana alimentazione.

Ciò detto lo sport rimane importante, (è in grado di difendere anche più avanti nella vita) ma poco diffuso. “Attualmente gli adolescenti impegnano poco meno di un’ora
nell’attività fisica e le ragazze circa 45 minuti al giorno”, conclude Wilkin.

Fonte: B S Metcalf, J Hosking, A N Jeffery, L D Voss, W Henley, T J Wilkin, “Fatness leads to inactivity, but inactivity does not lead to fatness: a longitudinal study in children
(EarlyBird 45)”
Arch Dis Child Published Online First: 23 June 2010, doi:10.1136/adc.2009.175927

Matteo Clerici

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