Conti: «All'Osmannoro aspettiamo le assunzioni promesse»

Firenze – «Ci aspettiamo che questo inizio 2008 porti finalmente al polo tecnologico dell’Osmannoro il personale promesso» non è un auspicio, bensì un invito
alla sollecitudine e a rispettare gli accordi, quello che rivolge a Ferrovie dello Stato e Trenitalia l’assessore ai trasporti Riccardo Conti.

Risale allo scorso 28 settembre la firma dell’intesa tra Trenitalia e le organizzazioni sindacali che prevedeva l’assunzione della prima tranche di personale al centro dell’Osmannoro. I nuovi
assunti avrebbero assicurato alla nuova struttura di entrare in una fase di buona operatività dal 15 dicembre 2007.
«Siamo ai primi di gennaio 2008 – riprende Conti – e il personale non è stato assunto. Un sintomo a dir poco di leggerezza e di scarsa attenzione verso accordi di cui l’azienda per
prima ha sempre riconosciuto l’utilità e i benefici, e di cui la Regione è impegnata ! a seguir e l’attuazione».

Grande è l’attenzione della Toscana su Osmannoro dove è nato uno dei più grandi e moderni centri di manutenzione, a conferma della lunga tradizione d’eccellenza che questa
regione vanta nel settore. Sulla realizzazione del centro e sugli altri impianti (in particolare il Centro di dinamica sperimentale), si è concentrata la massima convergenza
istituzionale che ha visto la collaborazione di tutti i soggetti impegnati ora nelle previsioni urbanistiche, ora nella valorizzazione delle aree ferroviarie in dismissione, ora negli accordi
fra le parti sociali fino al successo registrato lo scorso aprile da Firenze scelta come sede dell’Agenzia nazionale per la Sicurezza del trasporto ferroviario.
«La Regione – conclude l’assessore – ha sempre chiesto che il centro fosse operativo al massimo delle sue capacità, ovvero 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. Non solo in virtù
dell’entità degli investimenti e della ricaduta occupazionale sul territorio, ma anche perché solo così il materiale rimane in manutenzione meno giorni. Una condizione che
permette maggior disponibilità per risolvere problemi di cattiva manutenzione, per garantire una scorta in caso di guasti o correre tempestivamente ai ripari aggiungendo carrozze in caso
di treni affollati».

Chiara Bini

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