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Consumi spumanti Feste Natalizie 2025. Quanto sono veritieri? – Il Punto e virgola di Comolli
30 Dicembre 2025
By Giuseppe
Completo e chiaro il servizio di Anna Scafuri, come tutti gli anni, su Rai Uno Tg ore 13.30
… ma i numeri non sono così rosei come quelli comunicati. Si parla di stime, non dati reali. Le stesse spedizioni di casse dalle cantine non corrispondono mai ai consumi reali e neanche alle vendite dirette al consumatore finale, semmai ai grossisti e distributori.
Newsfood.com, 29 dicembre 2025
Il Punto e Virgola di Comolli: Un punto per fermarsi, una virgola per andare oltre.
Stime un po’ troppo gonfiate… consumi spumanti Natale 2025 e Capodanno 2026 – Il Punto e virgola di Comolli
Facciamo chiarezza, diciamo la verità sui consumi e mercati dei vini spumanti&bollicine
Completo e chiaro il servizio di Anna Scafuri, del 29 dicembre 2025, come tutti gli anni, su Rai Uno Tg ore 13.30 imperniato sulla produzione di bollicine italiane. Però i dati dati riportati riprendono quelli della associazione di produttori-commercianti, non mi sembra quelli diffusi dal sindacato agricolo Coldiretti-Ixè.
Il comunicato stampa circolato da qualche giorno sottolinea che i numeri dell’anno 2025 e i consumi delle feste sono positivi, euforici, impressionatamente positivi. Una comunicazione in cui si mescolano a piacere più percentuali che numeri, dati per scontato.
Ovse-Ceves dal 1991 raccoglie valori e volumi sia come stima che poi reali direttamente da operatori sul mercato, distributori, esportatori, gruppi d’acquisto, grandi catene market di tutta Italia. L’Osservatorio ha in questa fase “stimata” raccolto dati differenti. Eccoli.
Per le festività 2025-2026 in Italia i numeri non sono così rosei come quelli comunicati. Si parla di stime, non dati reali perchè ad oggi impossibile definirli. Le stesse spedizioni di casse dalle cantine non corrispondono mai ai consumi reali e neanche alle vendite dirette al consumatore finale, semmai ai grossisti e distributori. Come si fa allora a “stimare” il più gusto possibile? Grazie a tre fattori: gli storici di almeno 5 anni, i dati reali raccolti a posteriori, le dichiarazioni di addetti sul mercato. Sparare numeri sono capaci tutti, soprattutto se positivi e in crescita per “fare notizia”.
Un stima-reale è più complessa e tiene conto di diversi fattori. Durante queste feste, per Ovse-CevesUni, il numero di spumanti&bollicine nazionali che presumibilmente sono state stappate nel Mondo si aggira fra fra 325-345 milioni (+4%sul 2024), di cui 90-93 milioni nazionali (-2% rispetto al 2024). Sono da aggiungere 2,4 milioni di bottiglie straniere (in calo del 10%). Per una sola serata e notte di arrivo del nuovo anno sono saltati, si stima, 55-57 milioni di bottiglie (-3%). Si evince che l’export è ancora e sempre più il segnale più positivo per il settore, anche durante le feste.
Se allarghiamo la visione sull’anno 2025 il dato eclatante, e positivo, è dato dalla produzione nazionale che per la prima volta supera il miliardo di bottiglie, esattamente 1,03 miliardi, secondo i dati esatti forniti da Istat-Ismea per tutte le tipologie di Spumanti&Bollicine. Di questi volumi i 2/3 sono destinati all’estero superando le 700-720 milioni di bottiglie diventando sicuramente la tipologia di vino nazionale più esportata.
Se i volumi sono stabili o crescono, meno di quello presunto o presentato, soprattutto più in certi paesi che in altri, i fatturati e il giro d’affari ha avuto una impennata importante. Un dato nazionale che non collima in tutto con le stesse tipologie produttive spagnole e francesi, principali concorrenti. La crescita del fatturato è similare fra i tre paesi, mentre sono in calo i volumi del Cava e dello Champagne sia come consumi interni che export. Come Ovse abbiamo constatato che all’estero cresce in certi paesi sia il consumo fuori casa che quello domestico (non per tutte le tipologie), mentre sul mercato nazionale ed europeo si riscontra ancora una crescita delle bollicine nel settore horeca, soprattutto ristorazione.
Sul mercato nazionale tirano ancora le etichette regionali, purchè di cantine note per qualità e per una attenzione al rapporto valore/identità del vino. Le bollicine tricolori (TrentoDoc, Franciacorta, Alta Langa, Alto Adige, Oltrepò Pavese e quelle regionali) mantengono le quote nazionali e sono in calo all’export. Gli spumanti tricolori (Prosecco Doc in testa, Asolo Prosecco Docg, Vadobbiadene Conegliano ProseccoDocg) restano saldamente posizionati all’estero con un calo in volumi, crescita del fatturato. In particolare nel 2025 è schizzato in alto il giro di affari procurato dagli spumanti italiani nei paesi di importazione storica.
In particolare. Per l’anno 2025 il Valdobbiadene-Conegliano Docg ha spedito dalle 220 cantine produttrici 98 milioni di bottiglie (circa +8% rispetto al 2024 , dichiara il Consorzio di tutela) confermando un trend di crescita continuo. La stima sui 100 mercati, compreso il nazionale, parla di un consumo reale molto stabile, inferiore all’8%, non positivo per il mercato nazionale, buono in paesi come America, Germania e nord Europa. Un po’ fermo il consumo in Francia e UK e Giappone, bene Svizzera, Svezia, Norvegia. Ottimi segnali da paesi nuovi, ma con dati di partenza molto bassi a suffragio del fatto, come dice il presidente Franco Adami, di un impegno consortile e di impresa che guardano sempre più alla formazione e informazione, alla cultura produttiva e territoriale e umana espressa. Visto la situazione economica non si poteva pretendere di più. In più si sta sempre più spostando il consumo dentro l’horeca nazionale e mondiale.
Trend positivo e ancora crescita, seppur più contenuta, per l’Asolo Superiore Docg Prosecco che registra un record produttivo di 31 milioni di bottiglie (solo 4 milioni di bottiglie nel 2015) e una spiccata tendenza all’esportazione per piccole e grandi aziende acquisendo sempre più una posizione preminente sul mercato Giappone e Uk. Il tutto completato anche da un margine di crescita di fatturato proporzionalmente migliore e superiore sia del Prosecco Doc che del Conegliano Valdobbiadene
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