Consumi: Calo complessivo dell’8%, -25% nella ristorazione e -3% negli alimentari

Consumi: Calo complessivo dell’8%, -25% nella ristorazione e -3% negli alimentari

Secondo Confcommercio i consumi hanno registrato a luglio un calo dell’1,3% su base annua. Per Adoc il calo complessivo è più forte, pari al’8%. Profonda crisi nei settori
ristorazione, alimentari e trasporti.

“Apprezziamo che Confcommercio riconosca la presenza di un calo dei consumi, ma il dato espresso purtroppo non è reale, il calo globale lo stimiamo a circa l’8% – dichiara Carlo Pileri,
Presidente dell’Adoc – registriamo una forte crisi soprattutto in tre settori, ristorazione, alimentari e trasporti. Nella ristorazione classica la clientela ad agosto è diminuita del
25%, nelle città d’arte del 12%. Ma, nonostante i vistosi cali, i prezzi sul menu hanno registrato un aumento medio dell’8% su base annua. Basti pensare che per il solo pranzo di
ferragosto un menu di carne è costato il 6% in più del 2009, uno di pesce il 4% in più. Nel settore alimentari stimiamo un calo del 3%, le famiglie sono allo stremo, non
sono più in grado di sostenere la spesa alimentare. Per risparmiare le famiglie tendono a ridurre la spesa alimentare e, secondo un nostro sondaggio, sono in aumento del 12% i
consumatori  che si sono creati un orto “fai-da-te” nel giardino o sui balconi, per risparmiare soprattutto sull’acquisto delle verdure, fino a 300 euro l’anno. Nel settore trasporti
il caro carburanti sta mettendo in ginocchio le famiglie italiane, l’Italia è tra i Paesi europei dove la benzina costa di più, con una maggiorazione del 2,1% rispetto alla media
dei Paesi della Zona euro. L’emergenza carburanti continua a spingere l’inflazione verso l’alto, danneggiando i consumatori sia direttamente, al momento del rifornimento, che indirettamente con
il rincaro dei prodotti che subiscono le fluttuazioni dei carburanti  impone l’accelerazione sui tempi della riforma. Oltre all’applicazione del protocollo di riforma, chiediamo che
si realizzi in tempi stretti un taglio delle accise di 10 centesimi, la liberalizzazione delle pompe bianche, dando la possibilità di vendere anche prodotti “non-oil” ai distributori
tradizionali, il cui numero sul territorio è sufficiente ma può essere anche aumentato. In questo modo si incentiverebbe la concorrenza, con ricadute positive per i consumatori,
in quanto si creerebbero le condizioni per un ribasso del prezzo finale della benzina.”

Per Adoc tengono solo il settore abbigliamento e quello delle spese per la casa.

“Il settore abbigliamento ha registrato una lieve ripresa a luglio solo grazie ai saldi – continua Pileri – dove circa il 54% dei consumatori ha effettuato acquisti. Anche il settore relativo
alle spese per la casa segna un rialzo, soprattutto nel comparto tv. Questo perché il passaggio al digitale terrestre ha, di fatto, obbligato le famiglie a ricomprare la propria
televisione e i decoder.”

Adoc.it
Redazione Newsfood.com+WebTv

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