Miele artigianale: Come conservarlo al meglio?

Miele artigianale: Come conservarlo al meglio?

Il miele artigianale è uno degli alimenti che supera bene la pausa vacanza. “Non riserva cattive sorprese consumare miele da una confezione già aperta magari prima delle ferie.
Sempre che il nettare delle api sia conservato lontano dalla luce e dall’umidità.

No al frigo quindi, meglio la dispensa dove normalmente si ripone l’olio extravergine. Occorre piuttosto controllare che il vasetto sia munito del sigillo di garanzia miele italiano della Fai
(Federazione Apicoltori Italiani), non presenti difetti e non sia rigonfia la capsula”. Sono i consigli di uno dei maggiori esperti apicoltori del Lazio, Federico Archinard, nelle degustazioni
libere organizzate nell’ambito di ‘Estate artigiana’, iniziativa della Confederazione nazionale dell’Artigianato e della piccola media impresa (Cna) a Roma fino al 12 settembre.  

Il miele, sottolinea l’esperto e membro della Commissione Apistica presso l’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio, non è un dolcificante anche se in qualsiasi ricetta può
sostituire lo zucchero, ma un prodotto altamente nutritivo che si metabolizza subito, ideale per gli sportivi, la merenda a scuola, le donne in gravidanza. Cento grammi di miele producono 300
calorie subito disponibili, tali da permettere sforzi prolungati.  

Il Lazio, con 80mila alveari, è tra le prime regioni italiane per vocazione apistica, numero di addetti (circa 3800 apicoltori) e per qualità produttiva. La produzione vale almeno
quattro milioni di euro. I principali mieli del Lazio sono d’acacia, castagno, eucalipto mentre un miele miele riconosciuto come prodotto tipico è quello dei monti Rufeni del viterbese.
Più rare le micro-produzioni di miele di agrumi, erica, santoreggio, tarassaco, trifoglio, ailanto. “Ma il lavoro adesso si sposta nelle vigne – conclude da Montecompatri Archinard – per
produrre una tipicità tutta laziale: il miele d’uva”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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