Confartigianato Trasporti: “La colpa dello sciopero è di Bianchi che non ci ha ascoltati”

“Tecnicamente non è una precettazione, che riguarda il servizio pubblico, ma un’ordinanza per la violazione del codice di autoregolamentazione e per danni alla collettività”,
così il Ministro dei trasporti Bianchi ha definito il provvedimento deciso martedì sera per arginare i problemi derivanti dal fermo degli autotrasportatori iniziato lunedì
e che, salvo novità, dovrebbe durare fino a venerdì.

Il ministro ha anche assicurato che le forze dell’ordine sono state allertate già all’inizio della mobilitazione e che “oggi l’attenzione è ancora più intensa”, dato che le
associazioni di categoria hanno annunciato che non si fermeranno.
E, se Bianchi definisce “irresponsabile” l’atteggiamento degli autotrasportatori, il presidente della Confartigianato Trasporti, Francesco Del Boca, risponde che il responsabile del fermo e dei
disagi è proprio il ministro dei trasporti: “E’ il ministro Bianchi che non ha voluto parlare con noi, sono passati inutilmente 30 giorni di tempo”, ha dichiarato Del Boca
“Non ci sentiamo in colpa, ma ci sentiamo una categoria abbandonata – ha spiegato il presidente della Confartigianato Trasporti – una categoria che trasporta l’88% delle merci di tutto il Paese
non viene considerata dal ministero dei Trasporti”.
“Il fermo non è per colpa nostra ma del ministro, che non ha voluto trattare con noi», ha concluso Del Boca.
La Procura di Roma, intanto, ha avviato un’inchiesta per interruzione di pubblico servizio provocata dai blocchi nei pressi dei caselli autostradali d’accesso alla Capitale. Lo da deciso il
procuratore Giovanni Ferrara dopo aver ricevuto informazioni dalla polizia stradale e gli organizzatori della protesta rischiano fino a 5 anni di reclusione, mentre coloro che hanno aderito
potrebbero essere puniti con un anno di carcere.

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