Concorso letterario Storie di guarigione

Biella – Nel 2007 la Provincia di Biella – Assessorato alle Politiche sociali – in collaborazione con l’Azienda sanitaria ed il Comune di Biella e numerosi soggetti del privato
sociale, ( Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Cittadellarte, Caritas Diocesana, Diritti e Doveri, Associazione Per Contare di più, Simetica, Centro Servizi Volontariato,
Cooperativa Anteo, Centro Studi e Ricerche, Tavolo Per la Salute Mentale di Biella, La Coccinella Cooperativa Sociale, Biblioteca Civica di Biella, Associazione L’Aquilone) ha organizzato un
Concorso letterario nazionale su esperienze e storie di guarigione in Psichiatria.

Il Concorso, lanciato nel luglio scorso, si è concluso il 31 dicembre 2007 ottenendo una partecipazione al di là delle più ottimistiche previsioni.

Sono, infatti, 523 gli elaborati partecipanti suddivisi nelle tre sezioni:

Autobiografie 187
Poesie 211
Racconti 125

Sono inoltre pervenuti:
– 20 testi dichiarati fuori concorso perché arrivati fuori termine, o già pubblicati nel circuito commerciale, o non previsti nelle sezioni del concorso, o autodichiarati fuori
concorso;
– 20 testi non classificati poiché non hanno dichiarato in quale sezione vogliono partecipare oppure hanno inviato un doppio contributo a due sezione.
Per un totale di 563 elaborati provenienti da 89 province l’Italia ed uno anche dalla Francia.
È ora iniziato il lavoro del Comitato dei lettori, che effettuerà una prima valutazione, lasciando poi la decisione finale alla Giuria presieduta dall’artista Michelangelo
Pistoletto che identificherà i tre contributi migliori in ognuna delle sezioni.

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Biella nel settembre 2008
Il concorso è stato intitolato allo psichiatra dottor Emanuele Lomonaco, scomparso il 31 dicembre 2006, che è stato uno degli ideatori e promotori di questa iniziativa.
Emanuele Lomonaco, come Direttore del Dipartimento salute mentale dell’Asl di Biella, ha favorito e reso concretamente possibile il processo di effettiva partecipazione degli utenti alla
valutazione dell’assistenza psichiatrica ed il coinvolgimento dei familiari dei pazienti nel percorso di guarigione, sostenendoli nella battaglia contro lo stigma.

L’esperienza individuale e familiare dei disturbi mentali diventa, purtroppo, ancora più drammatica a causa di una diffusa convinzione culturale rispetto alla loro inguaribilità.
Tutti coloro che attraversano questa esperienza catastrofica devono infatti combattere una duplice battaglia. La prima è quella contro il potere distruttivo della malattia che causa la
scomposizione del proprio mondo, interno ed esterno. La seconda è quella contro il pessimismo che la circonda, che cresce e si alimenta proprio in funzione della lunga durata di questo
disturbo. Anche nei casi ad evoluzione favorevole, sono spesso necessari alcuni – lunghissimi – anni prima che si possa «tornare a riveder le stelle».

Da questi presupposti è nata l’idea del Concorso letterario Storie di Guarigione, il primo in Italia, come spazio aperto alla creatività di quanti hanno vissuto sulla propria
pelle la malattia psichiatrica. Un’opportunità di espressione e di condivisione per uscire dall’isolamento e far nascere la speranza.
L’iniziativa, oltre ad essere innovativa, è importante per parlare del «diritto alle seconde occasioni» come viene definito dallo psichiatra Giuseppe Tibaldi – responsabile
scientifico del Concorso- nella postfazione del libro ,E venne il giorno che le voci tacquero. Un viaggio nella follia e nella speranza, di Ken Steele, un ragazzo uscito dalla malattia mentale
che racconta, dopo trent’anni, la sua esperienza.
Da sottolineare che il «diritto alle seconde occasioni» si basa su dati scientifici che confermano la guarigione a lungo termine delle esperienze schizofreniche in oltre il 40% dei
casi.

Il Concorso, il cui presidente onorario è la poetessa Alda Merini, ha ricevuto il patrocinio della Regione Piemonte, del Ministero della Salute e del Ministero dei Beni Culturali e
l’adesione della Presidenza della Repubblica con conferimento della medaglia d’argento.

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