Con i vini d’Israele premiati i vincitori delle gare di golf

Con i vini d’Israele premiati i vincitori delle gare di golf

La vincita di cinque medaglie d’oro, un premio stampa e altri 3 riconoscimenti dei vini d’Israele alla 6.a edizione “Emozioni dal Mondo. Merlot e Cabernet
insieme”
tenutasi lo scorso anno nel Castello degli Angeli a Bergamo (la giuria a livello internazionale era composta da 59 membri) ha indotto la Bluma Srl, che li rappresenta nel nostro
paese, a premiare con bottiglie magnum i vincitori del campionato di golf dal titolo “Insieme sul Green” (organizzato dall’Associazione Commercialisti
Golf), con gare, che, a date fissate, si svolgeranno lungo lo stivale.

I vini sono delle cantine israeliane Recanati, Binyamina e Ramon Naftali, come dire il fior fiore dei vini che si producono nella terra di Mosè.

Alla manifestazione bergamasca oltre a Israele erano presenti: Argentina, Australia, Brasile, Cile, Francia, Germania, Croazia, Grecia, Italia, Perù, Repubblica Ceca, Serbia, Slovacchia,
Slovenia; Spagna, Sud Africa, Turchia, Svizzera e Stati Uniti: 19 paesi, insomma. Il fatto che la giuria abbia riconosciuto, premiandoli, gli Syrah israeliani, i Cabernet Merlot e i Cabernet
Sauvignon d’Israele sta a confermare i grandi progressi fatti da quella viticoltura le cui origini si perdono nel libro dei tempi.

Tornando al programma delle gare questo è il calendario: 13 aprile Colf Club Bergamo l’ Albenza a Almeno San Bartolomeo (BG); 27 maggio Golf Club La Rocca a Sala Braganza (PR); 24/25
giugno Golf Club Poggio dei Medici -President Cup- Scarperia (FI); 10 settembre Adriatic Golf Club Cervia a Milano Marittima (RA); 6/7/8 ottobre (finale) Golf Club Riva dei Tessali -XXII
Campionato Italiano- Località Riva dei Tessali-Castellaneta (TA).

Come noto i vini della Terra di Abramo provengono da 5 regioni e cioè dalla Galilea (dal confine col Libano a tutto il nord d’Israele); dalla Samaria (a sud di Haifa dove si trova la
parte più estesa); dalla Samson (ha un clima mediterraneo); da Judean Hills (compresa tra Beth-El, Gerusalemme, Betlemme e Hebros) e infine da Negev, che comprende Ramat, Argam, Southern
Neger i cui terreni desertici richiedono una microirrigazione anche per vincere la forte escursione termica tra il giorno e la notte.

La produzione dei viticola segue la regola religiosa ebraica del Kasherut che definisce quando essa è adatta per essere consumata, mentre per ciò che concerne la coltivazione, in
base all’ Orlah, per i primi tre anni è vietato raccogliere i frutti, poi, seguendo la Shmitah, ogni sette anni la vite deve essere lasciata a riposo. Infine la Kilai Hakerem impone che
tra un filare e l’altro non devono esserci altre coltivazioni.

Le fasi della vinificazione sono quelle universali. Il vino Kosher, per il quale vengono rispettate tutte le regole religiose ebraiche, contenuto nelle botti presenta tre sigilli di garanzia:
uno sul tappo, uno sulla capsula e uno sull’etichetta. Regole, come si vede, molto rigide e che sono una garanzia in fatto di qualità e purezza.

Dette queste cose sulla produzione è il caso di ricordare che da una ventina d’anni la diffusione, come avviene in Sud Africa, di cantine boutique si sta sempre più estendendo a
dimostrazione che il vino anche in quel paese è una fonte importante per la sua economia.

I vini d’Israele saranno presenti al PalaExpo del Vinitaly nel Padiglione della Lombardia: stand. Consorzio Valcalepio

Informazioni: Bluma Tel. 0331 546651

Bruno Breschi
Newsfood.com

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