Winett Sicilia 2011
24 Marzo 2011
Circa 8 anni fa, l’amministrazione provinciale di Trapani, organizzò per due volte di seguito la manifestazione Wine Sicily, una fiera del vino
prodotto nella Sicilia Occidentale dove venivano portati anche i buyers internazionali, appositamente invitati a spese dell’organizzazione.
Quei produttori, da me interpellati, mi confermarono la validità di quella soluzione. La stessa formula del Wine Sicily l’ho reincontrata oggi nel Winett, format itinerante che si avvale della collaborazione della giornalista Michèle Shah, ma con stretti tempi ben codificati.
Come è nato il Winett? Marco Giol, ideatore della manifestazione, mi ha raccontato che, dopo aver organizzato improduttivamente, con un amico toscano, un paio di mostre di vini locali,
circa 5 anni fa, si pose la domanda: “ma cosa interessa veramente a chi espone il vino? Venderlo!” Quell’idea, con una spruzzata di precisione austro-ungarica e con un goccio di ritualità,
costituito da una campanella che indica il cambio ai tavoli, è diventata la formula vincente del Winett.
L’edizione siciliana di Palermo, dal 16 al 18 Marzo 2011, è stata fortemente voluta dall”Irvv, Istituto Regionale della Vite e del Vino,
ritenendola, giustamente, un importante volano per l’economia vitivinicola dell’isola. Numerosi i produttori aderenti, ben 40 aziende vitivinicole siciliane hanno preso contatto coi 30 buyers
internazionali invitati per l’occasione, i veri risultati però si vedranno tra qualche settimana.
A confermare l’importanza della manifestazione è stata anche la visita del Presidente della Regione Sicilia, Luigi Lombardo, il quale ha espresso chiare parole di apprezzamento per
l’evento, auspicando l’applicazione del format anche ad altri comparti merceologici.
Durante i due momenti previsti per la stampa ho avuto modo di approfondire la manifestazione cercando qualche sbavatura o qualche critica da parte dei partecipanti, senza però
riuscirvi.
Presso il Grand Hotel Et Des Palmes, e poi, al buffet di commiato presso l’Antica Focacceria San Francesco, ho raccolto personalmente gli entusiastici commenti di Piero Buffa, operatore
commerciale rappresentante la cantina Castellucci Miano, e di Carmelo Bonetta, produttore del Baglio del Cristo di Campobello, quest’ultimo ha risposto alla mia domanda, laconicamente e da
contadino: “abbiamo arato la terra, poi vi abbiamo seminato, in seguito raccoglieremo i frutti”.
Non sono riuscito a trovare nessuna sbavatura o critica al meccanismo o all’organizzazione del Winett, neanche sulle veloci tempistiche che esso impone ai suoi partecipanti che, a quanto pare,
sono state giudicate sufficienti da tutti coloro con cui ho parlato, confermando la validità dell’idea ma soprattutto della formula.
Marco Giol, ha profuso parole di elogio per l’accoglienza siciliana e mi ha anticipato che non starà lontano dalla Sicilia a lungo, infatti sta già lavorando ad un Winett Taormina
che si svolgerà ad Ottobre 2011, un’ottima occasione per le cantine dell’Etna.
Maurizio Artusi
per Newsfood.com





