Al 45° Vinitaly aumentano i vini lombardi

Al 45° Vinitaly aumentano i vini lombardi

La Lombardia sarà presente al 45° Vinitaly, che s’inaugura il 7 aprile, con 240 partecipanti tra aziende (226) e tra associati e consorzi di
tutela (14) contro le 223 aziende dello scorso anno. Ai suoi 22 DOC già annunciati proprio in questi giorni è da aggiungerne uno, avendo ottenuto solo ora il riconoscimento. Con i
vini DOC saranno presentati 5 DOCG e 15 IGT e tra i DOC un posto importante è occupato dalle “Terre del Colleoni”.

I vignaioli lombardi con la loro produzione a Denominazione Controllata consolidano la terza posizione venendo dopo i piemontesi e i toscani. La Lombardia da vocazione industriale e
manifatturiera tende sempre più, come si vede, a diventare agricola, mentre è intenta a sviluppare sul proprio territorio, pur avendo la propria autosufficienza elettrica, la strada
delle bioenergie.

Se si pensa che nel 2000 erano presenti alla manifestazione veronese solo un’ottantina di aziende sembra incredibile che si sia potuti arrivare ad occupare, solo da pochi anni, tutto il secondo
piano del maggiore edificio del Vinitaly: il Palaexpo. L’area espositiva lombarda raggiungerà quest’anno i 6000 mq dei quali 4000 con stand allestiti.

Questo si deve -come è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa organizzata dall’Assessorato all’Agricoltura in accordo con l’ Union Camere Lombardia- all’instancabile lavoro
dei dipendenti del comparto agricolo, con l’aggiunta (vedi il caso Franciacorta) che selezionando la qualità del prodotto, anziché puntare sui grandi volumi, si sono potuti
ottenere ottimi risultati e consistenti ritorni sotto il profilo economico. E che la qualità alla fine premia lo stanno a dimostrare le richieste del mercato interno. Mentre si registra
un calo delle vendite del vino a basso prezzo per quello di pregio si verifica non solo la stabilità ma addirittura un aumento.

In questo influiscono, come noto -è bene precisarlo- oltre ai cambiamenti nutrizionari anche le restrizioni legislative (per la guida) delle quali se ne discuterà al prossimo
Vinitaly.

Ma il salto di qualità che dicevamo si deve per buona parte, oltre al formarsi di una stabile e compatta rappresentanza dei produttori delle province lombarde, al sempre più
stretto legame, che s’è venuto ad istituire con gli anni, tra il privato e l’ente pubblico e in particolare con la Regione che con i suoi provvedimenti legislativi e finanziari ne ha
favorito lo sviluppo.

Come nel caso delle Strade dei Vini e dei Sapori ( le prime, come si ricorderà, nate in Toscana), sostenute dalla Regione e che hanno trovato un
terreno fertile nella terra del Manzoni tanto da diventare un importante supporto culturale (e enogastronomico) per la scoperta di un territorio ricco di monumenti e opere d’arte (vedi il bel
Museo del Novecento di Milano, recentemente inaugurato) che richiamano sempre più visitatori e turisti italiani e stranieri.

C’è un motto che in questi giorni è molto in voga. Esso dice: “Guardate Oltre: c’è la Lombardia !” E’ un invito che viene fatto con un bicchiere in mano di CRU Franciacorta
o dell’Oltre Po, quando non addirittura di altre zone poiché non vi è appezzamento di terreno che non abbia il proprio vitigno -ce ne sono oltre 20- dal lambrusco, al merlot, al
tocai e così via.

La Lombardia che ha una zona vitata di 24.451 ettari s’inserisce col 2,9% nella produzione di vino nazionale.

Rispetto al 2009 la vendemmia dello scorso anno ha fatto registrare un aumento del 10%, di ottima qualità, con benefici economici per i vignaioli di 84 milioni di euro portando il suo
export a 184 milioni.

Ora molto si spera venga, in fatto di vendite, dagli incontri già in programma con i sales italiani e stranieri al Vinitaly anche se sono in programma manifestazioni ad hoc all’estero
per sviluppare le vendite nei paesi dell’Est Europa, dell’Asia e Cina oltre che negli USA e America del Sud.

Una Regione dunque che, malgrado il ristagno economico mondiale, conta su un futuro migliore.

Bruno Breschi
Newsfood.com

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