Comunità montane, la Finanziaria va cambiata

By Redazione

Toscana, 27 Novembre 2007 – Riformiamo le comunità montane rendendole più efficienti e valorizzando i territori della montagna, ma non cancelliamole stravolgendo l’intero
sistema, è il pensiero della giunta regionale toscana, che chiede al Parlamento di intervenire sulla legge finanziaria, se il testo fosse infatti approvato senza modifiche – gli articoli
da riscrivere sono il 25 e 26 – delle venti comunità montane toscane solo quattro, dal primo gennaio, potrebbero infatti continuare ad esistere: Lunigiana, Garfagnana, Casentino e Amiata
Grossetana. Tutte le altre, entro sei mesi, sarebbero destinate a scomparire, dalla Montagna pistoiese alla Valbisenzio, dalla Versilia alle Colline Metallifere, dall’Amiata d’Orcia al Mugello,
dalla Montagna fiorentina al Pratomagno.

Con le nuove regole che riguardano popolazione e altezza delle montagne, otto comunità sarebbero soppresse perché prive di più requisiti ed altre otto perché,
cancellati alcuni Comuni, ne rimarrebbero meno di sette, che è il limite minimo imposto dalla Finanziaria. Un quadro allarmante che ha spinto la giunta ha chiedere un incontro urgente
con i parlamentari eletti in Toscana, anche perché cancellare le comunità montane significherebbe, in Toscana, mettere a rischio un discreto numero di gestioni associate: ovvero
funzioni che più Comuni gestiscono oggi insieme, risparmiando sui costi ed offrendo migliori servizi ai cittadini. In Toscana le comunità montane hanno infatti sempre esercitato
funzioni vere e sono state investite di un ruolo importante e di aggregazione del lavoro dei piccoli comuni.

«Ci occupiamo da tempo della riforma annunciata, una task force è al lavoro per misurare gli effetti delle nuove norme – spiega l’assessore alle riforme istituzionali, Agostino
Fragai – Ora siamo alla stretta finale e ieri la giunta ha collegialmente deciso di intervenire su Parlamento e Governo per chiedere una modifica alla legge finanziaria. Ho parlato oggi con
l’onorevole Ventura, relatore di maggioranza alla Camera, e trasmetteremo subito al Parlamento una richiesta di modifica. Vorremmo infatti evitare che l’annunciata riforma delle comunità
montane, anziché tagliare i costi, produca alla fine effetti negativi sui cittadini e sui servizi a loro rivolti».
Tra l’altro la Finanziaria non cancella solo le comunità montane o mette a rischio solo le gestioni associate tra Comuni: l’articolo 27, che riguarda gli Ato, rischia di incidere sulla
riforma dei servizi pubblici locali già in corso.

Walter Fortini

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD