Colesterolo buono? Non tanto
27 Maggio 2010
Da tempo, si è messa in piedi una distinzione tra i due tipi di colesterolo: il colesterolo HDL (quello buono) ed il colesterolo LDL (il cattivo, in grado di favorire malattie
cardiovascolari).
Tuttavia, in alcuni individui, anche il colesterolo HDL è in potenzialmente capace di causare danni al cuore.
Questa la tesi di una ricerca dell’University of Rochester Medical Center, diretta dal professor James Corsetti e pubblicata su “Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology”.
Il team di Corsetti ha iniziato a lavorare prendendo in esame la vicenda del Torcetrapib, farmaco pensato per aumentare il colesterolo buono. Nel 2006, il trial su tale prodotto fu interrotta a
causa del gran numero di problemi cardiovascolari (anche letali) verificatesi per cause all’epoca ignote.
Gli scienziati hanno così utilizzato un innovativo strumento di mappatura dei dati del trial, individuando n gruppo di pazienti “ad alto rischio”, ovvero quelli caratterizzati da alti
livelli di proteina C-reattiva (CRP), un ben noto marker infiammatorio, associati ad alti livelli di colesterolo HDL. Si è così notato come in tali soggetti (circa il 20%
del campione) alcune caratteristiche (in particolare, fattori genetici ed ambientali, in primis l’infiammazione) rendano nocivo anche il colesterolo HDL, se presente in grandi quantità.
Spiega il professor Corsetti: “Può sembrare contro intuitivo che l’aumento dei livelli di colesterolo buono, che abbiamo sempre ritenuto avesse un ruolo protettivo, potesse portare a
conseguenze negative in alcuni soggetti. Abbiamo confermato che alti livelli di colesterolo HDL sono di fatto associati a un maggior rischio cardiovascolare, ma solo in un particolare gruppo di
pazienti”.
In conclusione, l’equipe della Rochester University ritiene che tali risultati debbano essere tenuti in considerazione da eventuali trial sperimentali e ricerche farmacologiche miranti ad
elevare i livelli di colesterolo buono.
Fonte: James P. Corsetti, Dan Ryan, David L. Rainwater, Arthur J. Moss, Wojciech Zareba, and Charles E. Sparks, “Cholesteryl Ester Transfer Protein Polymorphism (TaqIB) Associates
With Risk in Postinfarction Patients With High C-Reactive Protein and High-Density Lipoprotein Cholesterol Levels”, Arterioscler Thromb Vasc Biol, May 2010; doi:10.1161/ATVBAHA.110.207977
Matteo Clerici
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