Coldiretti «libera» i cinghiali a Palazzo Ducale

Coldiretti «libera» i cinghiali a Palazzo Ducale

Coldiretti pronta a portare nuovamente i trattori in Provincia, ma questa volta non pacificamente. Centinaia di agricoltori subiscono i danni dei cinghiali in Lunigiana. Decine e decine di
migliaia di euro i danni.

Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti: «Subito chiarimenti o sarà guerra. Basta con politica che gioca con i voti dei cacciatori».

C’è ancora chi ha il coraggio scrivere, in un documento ufficiale indirizzato alla Regione Toscana, che il problema cinghiali, in Lunigiana, e più in generale, ungulati nella
Provincia di Massa Carrara, non esiste. E che non presenta «particolari criticità». Tradotto che gli agricoltori sono dei bugiardi, e le decine di migliaia di euro di danni,
solo un pretesto per lamentarsi. Andate a chiedere ai centinaia agricoltori di Casola, Fivizzano, Comano, Aulla, Pontremoli, Podenzana, Mulazzo, Tresana e Fosdinovo, o all’agricoltore che a
novembre è stato speronato da tre cinghiali sulla strada statale numero 63 che porta al Cerreto, all’altezza di Cormezzano, se le devastazioni dei cinghiali sono fantasia, pura invenzione
o se i cinghiali esistono davvero. Ma tenete le distanze. Il rischio di una forcata è in agguato.

La battaglia di Coldiretti (www.massacarrara.coldiretti.it) contro i cinghiali rischia di arrivare ora a Palazzo Ducale, nel cortile dove i primi di novembre sono già arrivati
pacificamente i trattori per portare a conoscenza il Prefetto e la Provincia del problema cinghiali e per spiegare i motivi della grande mobilitazione fiorentina. La prossima volta saranno i
cinghiali ad arrivare a Palazzo Ducale. Parola dell’organizzazione agricola.

Dopo mesi di battaglie, di incontri su tutto il territorio con agricoltori furiosi e stufi di vedere raccolti e terreni devastati, e dopo aver disertato per protesta i tavoli degli Ambiti
Territoriali di caccia prima, e la conferenza regionale sulla caccia nelle scorse settimana per alzare il grado di attenzione sulla questione, la lotta in difesa dell’agricoltura ha segnato un
triste e vergognoso capitolo. L’amministrazione provinciale è stata infatti, incaricata dall’amministrazione regionale all’indomani della conferenza regionale sulla Caccia, di redigere un
documento riassuntivo per definire il problema ungulati, gli effetti sul territorio e sull’agricoltura. Nel documento, redatto dal funzionario incaricato del settore caccia Paolo
Bozzoli, si legge: «Nella provincia di Massa Carrara non esistono particolari criticità locali in ordine a danni causati dagli ungulati, in particolare della specie cinghiale. Ad
oggi – scrive – non sono previsti interventi straordinari programmati nel prossimo futuro in riferimento al problema».

Una lettera che ha mandato su tutte le furie l’organizzazione agricola che ora minaccia di liberare i cinghiali della Lunigiana a Palazzo Ducale. «E’ una lettera indecente che non trova
spiegazioni in tutto quello che abbiamo detto e fatto in questi mesi – spiega Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti – e che non trova riscontro con la realtà. O il
funzionario della Provincia abita in un’altra regione, oppure deve cambiare mestiere. Lo porteremo a toccare con mano i danni dei cinghiali e le centinaia di agricoltori arrabbiati.
Probabilmente, abbiamo subito pensato, chi ha redatto quel documento non abita in Lunigiana, o non ha mai visto un cinghiale. Siccome sappiamo che così non è, ci chiediamo se
c’è o se ci fa; in entrambi i casi ci preoccupiamo perché non capiamo dove sia stato in tutti questi mesi nei quali il problema è stato più volte evidenziato e
riconosciuto dagli stessi cacciatori. Oppure – si chiede – se dietro non si nascondano logiche perverse o cattivi consiglieri».

Dopo l’ammissione che il problema esiste in tutta la sua gravità da parte del presidente Osvaldo Angeli, «credevamo – spiega ancora Tongiani – che fosse ormai noto e che ci fosse la
volontà politica di risolverlo oltre che a pensare di continuare con manifestazioni pubblicitarie sprecando risorse in iniziative di dubbia utilità per le imprese agricole, che si
trovano nello stesso tempo a non poter produrre con continuità». Chiediamo a questo punto che venga fatta veramente chiarezza in merito alla volontà di tutelare chi fa
dell’agricoltura una fonte di reddito sia primario che di integrazione in un momento così particolare come quello nel quale ci troviamo, e vogliamo confrontarci con il mercato e non con
degli animali selvatici di allevamento. Chiediamo una risposta a questo punto doverosa e non solo verbale sulla reale intenzione della amministrazione provinciale di affrontare, e provare a
risolvere il problema visto che lo stesso presidente Regionale Martini, nella conferenza sulla caccia, ha dichiarato che in Toscana esiste una calamità chiamata cinghiale. Chiediamo infine
che venga rettificato lo scarno comunicato mandato alla Regione Toscana.

Coldiretti aveva più volte chiesto da subito fatti e non parole, ma persino le parole sono decisamente sbagliate, stanno compromettendo mesi di battaglie e di lavoro ma
soprattutto, vanificando le speranze di centinaia di agricoltori. «Non vogliamo soffiare ulteriormente sul malumore che sta dilagando in Lunigiana – conclude il Presidente Tongiani – il
primo istinto sarebbe quello di riaccendere i trattori, e con molta probabilità lo rifaremo presto se questo è il risultato, ma vogliamo dei chiarimenti in merito a questa lettera.
Ora basta con la politica che gioca con i voti dei cacciatori e che specula sulla pelle degli agricoltori. I cinghiali non esistono? Ne porteremo qualcuno a Palazzo Ducale».

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