Coldiretti Cremona: “Agli allevatori italiani il latte in stalla viene pagato ben al di sotto dei costi alla produzione”

Coldiretti Cremona: “Agli allevatori italiani il latte in stalla viene pagato ben al di sotto dei costi alla produzione”

Cremona – In attesa delle auspicabili misure di carattere finanziario, l’Unione Europea dia il via libera all’obbligo di indicare l’origine del latte e dei suoi derivati in etichetta. Una
misura che non costa nulla e che si può prendere subito. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento alla conclusione del vertice informale dei
Ministri agricoli dell’Unione Europea sul latte a Bruxelles.

“Se si vuole veramente aiutare il settore servono intanto – ha sostenuto Marini – misure di intervento strutturali per la trasparenza come quelle previste dal Decreto predisposto dal Ministro
delle Politiche Agricole Luca Zaia che prevede l’obbligo di indicare la provenienza di latte e derivati in etichetta, ma anche il divieto di utilizzare polveri e caseinati in sostituzione del
latte per la produzione dei formaggi”.

Che la situazione delle imprese agricole che producono latte sia particolarmente difficile viene confermato dalle parole di Pietro Scolari, responsabile Ufficio Economico di Coldiretti Cremona.
“Oggi agli allevatori italiani il latte in stalla viene pagato meno di 30 centesimi al litro, ben al di sotto dei costi alla produzione. Per il loro latte gli allevatori italiani oggi ricevono il
24 per cento in meno di quanto ottenevano nel 1996. Questo, nonostante il fatto che i costi di produzione sostenuti dalle imprese agricole siano aumentati in maniera esponenziale – rimarca
Scolari – Un intervento forte e immediato è necessario. E’ a rischio la sopravvivenza stessa delle 40 mila stalle italiane, con quasi 2 milioni di mucche e circa 200 mila occupati che
hanno garantito all’Italia fino ad ora il primato mondiale nella produzione di formaggi tipici con il record di 35 riconoscimenti a livello comunitario”.  

“L’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine del prodotto, quindi la stalla e il territorio dove è avvenuta la mungitura, diventa una misura necessaria e vitale, a
tutela del made in Italy – prosegue Scolari – Basti pensare che, mentre le nostre stalle chiudono, soltanto nell’ultimo anno in Italia sono giunti dall’estero ben 1,3 miliardi di litri di latte
sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi.

Il risultato è che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri e la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura
cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta. Da qui la nostra richiesta di trasparenza, di un’etichetta chiara e veramente
completa. Siamo convinti che, se correttamente informato, sarà poi il cittadino-consumatore a scegliere, e premiare, la qualità e la sicurezza del prodotto autenticamente
italiano”.


Fonte: Coldiretti.it

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