Coca Cola, addio ingrediente segreto
9 Maggio 2014
Le petizioni dei consumatori portano alla rimozione del Bvo
La Coca Cola accetta il verdetto dei consumatori, rimuovendo il Bvo dalle sue bevande. Dopo averlo utilizzato come emulsionante nel suo drink più famoso, ma anche in Fanta e Powerade, la produttrice di soft drink recepisce il parere del pubblico, espresso tramite numerose petizione ed elimina la sostanza dalle sue ricette. Ad imitarla, Pepsi che ha annunciato lo stesso procedimento per tutte le sue bevande.
La storia del Bvo ( Brominated vegetable oil) è un’intreccio tra medicina e legislazione. L’uso della sostanza è già vietato in Europa e Giappone: secondo alcuni studi, il consumo ripetuto di alimenti a base di Bvo porta gravi problemi di salute, come deficit di memoria, lesioni alla pelle e danni al sistema nervoso.
Anche per questo, negli anni 70 i legislatori americani hanno eliminato il Bvo dalla categoria degli ingredienti denominati “senza rischio”, permettendone comunque l’utilizzo in quantità limitate (rapporto 15: 1 milione). I consumatori USA non si sono mai arresi ed hanno manifestato il loro dissenso con numerose petizioni: tra le più firmate, quella ospitata da Change.org e lanciata da Sarah Kavanagh, una ragazzina 17enne del Mississippi (Stati Uniti).
Il loro impegno ha portato ad un comunicato ufficiale: nel testo, pur ribadendo come tutte le bevande del gruppo siano “Sicure e che la qualità dei prodotti utilizzati è la principale priorità” ha confermato come si adeguerà agli standard europei, eliminando il Bvo e sostituendolo con ingredienti come saccarosio acetato isobutirrato ed esteri glicerici di resina.
Matteo Clerici





