Cividale del Friuli: Mittelfest 2011, al via la XX edizione

Cividale del Friuli: Mittelfest 2011, al via la XX edizione

Anche per l’estate 2011 si rinnova l’appuntamento con uno dei più importanti festival italiani. Giunto alla sua 20ª edizione, Mittelfest, festival di prosa, musica, danza,
poesia, arti visive e marionette dei Paesi della Mitteleuropa, è in programma tra il 9 e il 24 luglio nello scenario suggestivo di Cividale del Friuli (Udine), sede di innumerevoli
bellezze artistiche dove ancora si respirano atmosfere longobarde.

“Nazioni e Identità” è il tema attorno a cui ruoterà quest’anno il festival: sedici giorni intensissimi di spettacoli, concerti, incontri con esperti di geopolitica ed
eventi artistici in esclusiva. Sui tre filoni di teatro, musica e danza si alterneranno eventi di produzione e ospitalità internazionali, con prime nazionali e anteprime assolute.

Ad inaugurare il Festival, sabato 9 luglio, la prestigiosa coproduzione firmata da Luca Ronconi (nella foto) “La Modestia”, sul testo di Rafael Spregelburd (che vede coinvolti anche il Festival
dei Due Mondi di Spoleto, il Centro teatrale Santacristina e il Piccolo Teatro di Milano): Ronconi è qui alle prese con il più nuovo fra i drammaturghi mondiali e la sua
collezione di vizi contemporanei. La storia evoca luoghi e tempi diversi e lontani. Colpisce la sensazione di spaesamento che pervade i personaggi, nessuno si sente mai a casa propria,
né in senso logistico, né in senso identitario. Tre intensi monologhi ci offrono un ulteriore confronto sul tema dell’identità tutta al femminile. “Lady Gray” è la
giovane donna ritratta da Will Eno, autore che torna al festival dopo il successo di Thom Pain: sarà Isabella Ragonese ad affrontare un’intensa prova d’attrice per un atteso debutto in
prima nazionale al festival sabato 16 luglio. Lo stesso disagio esistenziale e la medesima incertezza sulla propria identità accumuna la protagonista di Will Eno con l'”Ophelia”
rivisitata da Marcin Herich per il polacco Teatr A Part. Monologo al femminile anche per Das Kammerspiel: Daniela Giovanetti è la sopravvissuta alla Shoa di Daniel Call, che si aggrappa
alla sua identità ebraica per non soccombere a ferite sempre aperte.

Ancora sul tema dell’identità, e della sua disgregazione, la ‘zoomata’ che il programma dedica alla guerra. Tre i testi proposti per riflettere su questo tema, a partire dal debutto
in prima nazionale (mercoledì 20 luglio) del nuovo spettacolo firmato da Marinella Anaclerio “Guerra”: protagonista del testo dello svedese Lars Norén l’attrice Anna Bonaiuto
precipitata in un dopoguerra imprecisato e universale, con addosso i danni collaterali del conflitto. Nello stesso giorno di scena “Giochi di famiglia”, racconto sospeso tra comicità e
crudeltà dove Biljana Srbljanovic racconta i bombardamenti Nato su Belgrado attraverso un ‘diario famigliare’: quattro bambini soli giocano a fare gli adulti e ne emerge un
incredibile quadro di violenza, viltà e sopraffazione. Lo spettacolo è firmato da Paolo Magelli. A concludere il trittico, lo spettacolo Goli Otok” di e con Renato Sarti e Paolo
Bonacelli dal nome di questa isola della libertà, sede nel dopoguerra di un campo di concentramento per gli oppositori di Tito. Ulteriore tema di confronto della sezione prosa riguarda
il lavoro. La giovane coppia di “Tu non sei il tuo lavoro” – un testo di Rosella Postorino portato in scena da Sandro Mabellini – è umiliata dalla precarietà al punto di negarsi
il desiderio di un figlio. Il vecchio vignaiolo di “Io sono il mio lavoro” – il nuovo testo di Pino Petruzzelli che debutta in prima al festival – è invece un uomo soddisfatto ed
equilibrato: per Dionigi, vigna e vita sono fuse insieme, come in un rapporto d’amore. Da segnalare, poi, la produzione Mittelfest firmata da Franco Però “Uno, due, tre!” di Vladimir
Lebanov, la storia di tre ragazzine russe di oggi.

Il viaggio musicale di Mittelfest 2011 inizia con un omaggio alla musica operistica italiana, genere musicale che ci rappresenta in tutto il mondo. Protagonista assoluta dell’evento inaugurale
di sabato 9 luglio il mezzosoprano di fama internazionale Luciana D’Intino, friulana di nascita e amata dai più importanti direttori del nostro tempo. Dialogherà assieme a questa
grande artista la FVG Mitteleuropa Orchestra diretta dal M.° Paolo Paroni. La nostra vicinanza con le repubbliche della penisola balcanica ancora scosse dalle recenti guerre fratricide
viene rappresentata tramite il messaggio musicale della No Smoking Orchestra con Emir Kusturica, intellettuale che dedicherà una sua nuova composizione proprio a Mittelfest 2011
(concerto per lunedì 11 luglio). Djivan Gasparyan è uno dei più grandi musicisti armeni, una leggenda vivente. É il più importante virtuoso del duduk, unico
strumento capace di esprimere i sentimenti del popolo armeno che tanto ha sofferto per l’affermazione della propria identità (lunedì 18 luglio). Al festival anche lo spettacolo
“Notte Trasfigurata” (giovedì 21 luglio) con Marco Paolini voce narrante, Marco Rizzi violino, Mario Brunello violoncello, Andrea Lucchesini, una rilettura narrativa della musica di
Schönberg in forma di racconto sinfonico per trio e voce. La storia narrata da Paolini è lontana dal valore simbolico del poema originale di Dehmel: i due amanti assumono le
fattezze di una clandestina appena sbarcata sulle coste del Salento e di un carabiniere che dovrebbe ostacolarne la fuga e invece, forse, se ne innamora. Ancora connubio tra voce e musica per
“Liszt e la Poesia”, un percorso nelle pagine meno frequentate di Liszt e le ispirazioni dalla poesia di Dante e Petrarca, con la voce intensa di Lella Costa e il tocco pianistico di Roberto
Plano.

La caduta del muro di Berlino ha prodotto quasi per gemmazione alcune nuove repubbliche, terreno ideale per una rinascita culturale e creativa: compositori come l’estone Arvo Pärt, il
georgiano Gya Kancheli, l’uzbeco Alexander Knaifel e l’ucraino Valentin Silvestrov saranno interpretati dalla Tallin Sinfonietta con direttore e solista al violino il grande Andres Mustonen. La
produzione Mittelfest “Eddy Rosner Jazz dal Gulag”, riporta, invece, alla luce grazie al M.° Marco Maria Tosolini, l’incredibile storia dell’ebreo polacco Adolph Ignatevich Rosner, detto
“L’Armstrong bianco”. Celebrato jazzista a Berlino poi perseguitato dai nazisti, scappato in Bielorussia, accolto dai Sovietici, perseguitato dai medesimi dopo la svolta antisemita e
antioccidentale del 1946, sopravvisse a otto anni di Gulag.

Mittelfest non può dimenticare gli importanti anniversari di due compositori fondamentali per l’evoluzione compositiva europea come Franz Liszt e Gustav Mahler, cui sarà reso
omaggio con “Il tempo di Gustav Mahler”, che vede la partecipazione di Quirino Principe, affiancato da Massimiliano Finazzer Flory che ne ripercorre l’originale antologia di brani, accompagnato
da Chiara Taviani che darà forma alle coreografie di Michela Lucenti.

Nove appuntamenti, otto nazioni rappresentate (Armenia, Bulgaria, Cina, Germania, Italia, Russia, Ungheria) e molte prime nazionali: così sfila la danza del mondo sul palcoscenico
internazionale di Mittelfest. Anche questa sezione affronta il tema portante della 20ª edizione del festival, raccontando i grandi sentimenti alla base delle diverse civiltà e
identità. C’è la negazione dell’identità di chi è costretto ad abbandonare la patria in “Odisseo – Il naufragio dell’accoglienza”, nuovo lavoro della compagnia
Zappalà: le analogie tra il mito di Ulisse e il fenomeno delle migrazioni di oggi generano riflessione. Ma la negazione dell’identità passa anche attraverso la sopraffazione del
potere. Ispirato alla più dura tragedia di Seneca, Tieste, i torinesi Zerogrammi propongono “Pasto a due”, coreografia che attraverso i corpi discute la sete di potere.

L’evoluzione dell’identità è rielaborare miti del passato alla luce del presente. “La morte e la fanciulla” nell’inedita versione del Balletto di Roma sulle note di Schubert
magistralmente orchestrate da Mahler (in anteprima nazionale a Mittelfest) riprende un tema rinascimentale e lo carica di dilemmi quanto mai odierni: la morte è negazione della vita o
mutazione di stato? Il dibattuto problema dell’eutanasia è la nuova chiave di lettura di un racconto vecchio di centinaia d’anni. (domenica 24 luglio).

Il sistema dei rapporti umani è messo a nudo dalla compagnia Pàl Frenàk (InTime): le creazioni del coreografo ungherese non offrono soluzioni ma mostrano la
complessità delle relazioni. Con Movingtheatre.de (Contrast ratio) il discorso si allarga al piano sociale: quanto è giusto sacrificare il proprio io per dare posto agli altri? La
scelta tra razzismo ed integrazione è prima di tutto personale.

Due esempi mostrano l’affermazione dell’identità di una nazione attraverso l’esaltazione delle sue molteplici componenti culturali. Come si evince ammirando lo spettacolo strepitoso
della Compagnia dell’Accademia di danza di Pechino (La poesia del vento) o le straordinarie coreografie dell’Igor Moiseev Ballet, compagnia-icona russa. Ed un’indagine dei motivi popolari
musicali che stanno alla base dell’identità culturale e sociale italiana è l’operazione che porta alla creazione di Taranta dell’ultima luna. Il giovane coreografo Walter Matteini
è affiancato nel percorso da due grandi musicisti, Valter Sivilotti e Mario Incudine, uno del Nord e uno del Sud. La storia dell’unità d’Italia è la storia di una
contaminazione tra culture diverse.

Programma completo del festival su www.mittelfest.org

Info: 0432 733966.
Biglietteria: 0432 734316 –
Infoweb: www.greenticket.it

Silva Valier
Newsfood.com

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