Cinque domande a Beppe Bigazzi

Cinque domande a Beppe Bigazzi

23 febbraio 2010
Continuiamo a ricevere email a sostegno di Beppe Bigazzi che auspicano un pronto suo reintegro a “La Prova del Cuoco”.
In verità c’è anche qualcuno che lo vorrebbe al forno o in salmì.

Beppe Bigazzi non è certo un uomo “Yes Sir” ma neppure è uno che cerca la rissa o offende impunemente per “bucare” il video ad ogni costo.
Dice ciò che pensa, cercando di rispettare il suo prossimo ed anche gli animali.
Amare gli animali significa rispettarne il loro habitat e le loro funzioni, non modificare le loro inclinazioni naturali, avere il coraggio di rinunciare al loro affetto e non trattarli come
se fossero nostri figli.

Un giorno Beppe trovò un piccolo di assiolo (un piccolo rapace notturno) caduto dal nido. Lo prese, lo portò dal veterinario e lo nutrì con pezzetti di cuore e fegato di
manzo.

Una volta svezzato lo portò  a  L’Oasi LIPU di Castel di Guido sull’ Aurelia verso Civitavecchia. Il piccolo, ogni volta che Beppe andava a trovarlo, per alcuni giorni dopo la
sua partenza, era triste e rifiutava il cibo. Con suo gran dispiacere, per il bene dell’assiolo, Beppe Bigazzi dovette rinunciare a continuare le sue visite. Dopo qualche tempo il piccolo rapace
è stato liberato nei boschi circostanti ed ha potuto seguire le sue vere inclinazioni naturali.

Ma diamo la parola a Beppe Bigazzi, ecco le cinque domande:

1) Newsfood.com:
Servizio militare assolto come ufficiale dell’Aeronautica Militare, vincitore del Concorso per la Banca d’Italia, Vice Segretario Generale del Comitato dei Ministri per il Mezzogiorno, Direttore
Relazioni Esterne ENI, direttore generale prima, amministratore delegato poi, Presidente Gepi, su designazione dell’ENI, presidente di Maserati, Innocenti, Tirsotex, Amministratore delegato Agip
Petroli, Presidente Agip Coal, che consiglio si sente di dare ad un giovane?

Beppe Bigazzi:
Studiare, studiare, studiare. Leggere, leggere, leggere. Il consiglio cioè che mi dava mio padre, regalandomi ad ogni compleanno un libro con questa dedica, sempre la stessa dal 1953 al
1992 quando morì: “un uomo che legge ne vale 10”.

2) L’enogastronomia legata al territorio è sempre stata la sua passione, il mero scopo è quello di registrare e trasferire ai nostri giorni una memoria ormai lontana, quella della
antica civiltà contadina. Quale è stata la molla e quando è scattata?

R. In campagna, quando abitavo a Terranuova Bracciolini: non c’era l’energia elettrica, non c’era niente. Stavo, nei giorni di pioggia, con mia madre che cucinava e mi spiegava cosa faceva. La
cucina della tradizione, continuamente aggiornata è un pilastro della nostra cultura.

3) Sono 50 anni che si occupa anche di giornalismo e da 15 che è in TV. Se si potesse fare un Referendum, lei sarebbe riammesso con tutti gli onori, animalisti permettendo.
Non crede che il suo allontanamento dalla RAI abbia una parte positiva, in quanto  le ha fatto scoprire quante siano le persone che le vogliono bene?

R. Ho avuti vari interessi, fra i quali scrivere, e da quando sono in pensione dopo due anni di ferie, che non avevo mai fatto, sono stato in RAI. Non potrò mai ringraziare abbastanza la
RAI per questa opportunità che mi ha dato. Mia moglie, che sa usare il computer, mi ha sempre tenuto informato di quello che mi scrivevano gli spettatori: al 90 per cento solo lodi e
incoraggiamenti. I referendum lasciamoli per le cose serie. Certo aver ricevuto in una settimana migliaia di mail, lettere … opinioni riportate su blog … mi ha fatto molto
piacere.

4) Dott. Beppe Bigazzi, lei non ha certo bisogno di scusarsi e neppure di discolparsi ma cosa ne pensa di questa società moderna che si maschera, che gioca con le parole e ne travisa il
significato e gli intendimenti di comunicazione?

R. Penso che sia una bella società che meriterebbe che, chi di dovere, discutesse e decidesse su cose serie: che non sono i DICO, il riscaldamento (su dati falsi e falsati), la
desertificazione … Finiamola di urlare contro le tenebre e accendiamo delle luci: manutenzione delle nostre ricchezze artistiche e paesaggistiche, l’Italia è già stata
costruita; che continuiamo a costruire?
Un piano per la manutenzione delle nostre città e paesi sarebbe più economico e creerebbe più ricchezza di costruzioni abusive che rovinano il nostro passato.

5)  “Osti custodi. Segreti e ricette della cucina tradizionale italiana”. E’ l’ultimo libro che svela i segreti e le ricette della cucina tradizionale italiana (Giunti Editore), che
raccoglie i ristoranti e le osterie d’Italia. Quando è nata l’idea? Ce ne vuole parlare?

R. Osti Custodi, Giunti Editore, è del 2009 ed è il frutto della fondazione nel 2004 della Gioconda Accademia degli Osti Custodi. Il mio (e di mia moglie) ultimo libro, uscito il 20
gennaio 2010, Giunti Editore, è 365 giorni di buona tavola; ingredienti, ricette, storie. Oltre 365 ricette, una al giorno, secondo stagione, territorio, tradizione. Si salvaguarda la
stagionalità degli ingredienti per avere una cucina migliore a minor costo. E’ la conoscenza che fa la differenza: niente è più costoso di una cattiva cucina.

Giuseppe Danielli  
Newsfood.com

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