Cibo: se è dello stesso colore del piatto, si mangia di più

Cibo: se è dello stesso colore del piatto, si mangia di più

Il colore ha il suo peso, anche nell’alimentazione. Infatti, quando la pietanza ed il piatto hanno la stessa tinta, si tende a consumare di più.

Questo il risultato di una ricerca della Cornell University (sezione s Food and Brand Lab) diretta dal professor Brian Wansink.

Il team Cornell ha lavorato con un gran numero di volontari, divisi in gruppi da 60 persone l’uno e sottoposti a diversi test.

I volontari hanno consumato due tipi di pasta: pasta al sugo e pasta in bianco. I due tipi di pasta sono stati serviti entrambi nei diversi piatti: la pasta “rossa” nel piatto rosso, poi sempre
la pasta rossa nel piatto bianco. Stessa cosa con la pasta “bianca”. Si è notato come, quando pasta e piatto avevano lo stesso colore, le porzioni crescevano (+ 17-22%), mentre
ciò non avveniva quando i colori erano diversi.

Diverse le ipotesi sul fenomeno. Secondo la più credibile, il contrasto dei colori fa da segnale d’allarme, avvisando il soggetto del possibile eccesso di peso e spingendolo alla
moderazione. Se allora non vi è contrasto, l’occhio è ingannato, e la quantità di cibo aumenta. O, per usare le parole di Wansink, “Le persone generalmente si servono molto
di più su quando hanno un piatto grande di quanto non farebbero con uno più piccolo, perché l’occhio viene ingannato. Sembra invece che il contrasto dei colori sia un modo
per bloccare questa illusione”.

Detto questo, il capo-ricercatore ritiene che il meccanismo possa essere usato in diversi modi utili

Il primo, e più immediato, è la dieta: usare piatti di colore diverso aiuta a mangiare meno con meno sforzo. Allora, “Una piccola differenza di questo genere, tutti i giorni,
potrebbe favorire la perdita di un bel po’ di chili in un anno”.

Da non dimenticare la verdura per i bambini, notoriamente poco amanti a tale alimento. Così, ai piccoli va servita verdura in un piatto dal colore verde: l’occhio viene ingannato e si
mangia più verdura.

Comunque sia, conclude Wansink, è bene ricordare come il fenomeno si attiva solo se colore e cibo sono uguali: presi singolarmente, colore del piatto e della pietanza sono ininfluenti.

FONTE: “What’s With the Color of Your Plate?”, foodpsychology.cornell.edu

Matteo Clerici

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