Cibo locale regola, cibo esotico eccezione. Il pensiero di Giorgio Calabrese

Cibo locale regola, cibo esotico eccezione. Il pensiero di Giorgio Calabrese

Come negli altri campi della vita, la globalizzazione offre sfide per l’alimentazione. Perciò, medici ed esperti devono aiutare il consumatore a gestire novità e bisogno di
certezze.

Questo il pensiero del dottor Giorgio Calabrese, nutrizionista e dietologo intervenuto a “Alimentazione, salute e territorio”, convegno dell’Assessorato regionale all’Agricoltura in
collaborazione con Coldiretti Lazio.

Per il dottore, il cibo esotico e lo “Stile alimentare globalizzato” non sono vietati, ma deve rimanere eccezione, limitata nel tempo e nel consumo.

L’alimentazione deve basarsi sulla “Normalità”, i prodotti locali, meglio se a kilometro 0. Tale scelta porta un doppio vantaggio. E’ buono per il consumatore, che mantene
la propria identità gastronomica e riceve un prodotto buono e d’origine certificata. E’ buono per il produttore, che vede crescere un
mercato stabile dove le sue creazioni trovano spazio.

Perciò, sintetizza il medico, “La vera sfida è portare a tavola un prodotto sano, tracciabile, e a prezzi corretti sia per il consumatore che per il produttore”.

Per quanto valido, tale sistema ha bisogno di strumenti. Tra quelli fondamentali l’etichetta: le sue informazioni devono essere fonte di responsabilità, ma anche d’orgoglio per
chi lo produce e chi lo vende. A fronte di ciò, conclude Calabrese, ” ha ragione l’Adi (Associazione dietologi italiani) di Lucchin a sostenere la tracciabilita’ del cibo: tracciamo e
rintracciamo, per orgoglio, per sicurezza alimentare”.

Matteo Clerici

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