Cia Puglia: “Biobrindisi” alla Fiera del Levante

 

E’ stato il vino biologico, rigorosamente pugliese, il protagonista della iniziativa “Biobrindisi” organizzata dalla Cia Puglia nell’ambito della giornata
nazionale del biologico. Mercoledì scorso 17 settembre, alle ore 11.00, presso la Sala Ristorante del padiglione di “Agrimed” alla Fiera del Levante di Bari la Cia
regionale ha offerto, infatti, un brindisi con vino biologico pugliese.

Nel corso dell’iniziativa, la Cia regionale ha messo in evidenza che i dati relativi al biologico mostrano che la Puglia -seconda solo alla Sicilia – mantiene una posizione di
primato tra le regioni italiane sia in termini di operatori certificati che di superfici investite.

Le aziende biologiche pugliesi sono all’incirca 6.000, rappresentate per quasi il 90 per cento da produttori e per poco più del 10 per cento da produttori e trasformatori,
mentre la presenza di importatori è limitata a pochissimi casi. La Puglia è caratterizzata da un più equilibrato rapporto tra le fasi della filiera grazie ad una
presenza maggiore di imprese di trasformazione. Ciò si giustifica con la elevata vocazione olivicola e cerealicola della regione che vede una diffusa presenza sul territorio di
imprese molitorio-pastarie ma soprattutto olearie.

Anche per quanto riguarda le superfici investite, la Puglia -ha sottolineato la Cia regionale- è la quarta regione a livello nazionale, preceduta da Emilia Romagna, Sicilia e
Sardegna. Complessivamente si stima che tra superfici biologiche ed in conversione nella regione siano interessati oltre 116.000 ettari dei quali poco più del 10 per cento in
conversione.

La Sau pugliese è pari ad oltre il 40 per cento della Sau biologica meridionale ed a meno del 9 per cento dell’intera superficie biologica nazionale. La superficie media
delle aziende con colture biologiche è, attualmente, di quasi 24 ettari, decisamente superiore sia al dato regionale relativo alle aziende convenzionali (circa 4 ettari) che a
quello delle aziende bio meridionali (17 ettari) e in linea con la media nazionale (23,8 ettari).

Il peso relativo delle diverse colture è pressoché pari sia in termini di superfici investite che dinumero di aziende; le colture cerealicole (prevalentemente frumento
duro) rappresentano circa il 39 per cento della Sau biologica, le olivicole il 28 per cento, le foraggere coprono l’11 per cento della Sau biologica; il 7 per cento delle aziende
e delle superfici sono interessate dalla coltivazione di fruttiferi (agrumi, localizzate prevalentemente nella provincia di Taranto, ciliegi e mandorli nella provincia di Bari),
all’ortofrutticoltura il 4 per cento ed alla vite da vino il 4 per cento.

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