Positivo il debutto americano di “Biobenessere”

(Bologna, 22 Luglio 2008). È nettamente positivo il debutto americano di “BioBenessere”, il progetto triennale approvato dall’Unione Europea per la valorizzazione dei prodotti
agroalimentari biologici in alcuni paesi extraeuropei quali Stati Uniti, Russia e Giappone. In occasione del Summer Fancy Food, la principale rassegna statunitense dedicata al settore
dell’alimentazione, svoltasi a New York, il progetto promosso da Pro.B.E.R. (l’Associazione dei Produttori Biologici che riunisce alcune delle più importanti realtà
agroalimentari italiane ed europee) ha infatti incontrato un grande successo, confermandosi come uno strumento estremamente moderno ed efficace per la valorizzazione delle produzioni bio.

“La kermesse newyorkese, ospitata all’interno del funzionale Jacob Javits Convention Center – sottolinea il presidente di Pro.B.E.R., Paolo Carnemolla – ha visto una partecipazione estremamente
ampia e qualificata di operatori del settore, che hanno mostrato grande apprezzamento per i prodotti di eccellenza del paniere BioBenessere”.

“In particolare – prosegue Carnemolla – i riflettori del Summer Fancy Food sono stati puntati su vini bio di alta qualità, come Lambrusco, Malvasia e Marzemino, presentati a
numerosi buyers e giornalisti sia nell’ambito della fiera che durante un’apposita serata organizzata presso uno dei più prestigiosi ristoranti di New York, situato nel cuore della
‘Grande Mela’. I vini proposti in questa occasione sono sinonimo di alta qualità in quanto ottenuti nel totale rispetto dei disciplinari di produzione biologica e sottoposti a
controlli accurati che coinvolgono ogni fase del processo produttivo, dal vigneto alla commercializzazione, per l’ottenimento delle successive certificazioni”. Con quasi 40.000 ettari
coltivati, l’Italia può vantare a pieno titolo il primato mondiale nella coltivazione viticola, nella produzione e nella commercializzazione di vini da agricoltura biologica.

“Oltre ai vini – prosegue Carnemolla – agli operatori statunitensi che hanno visitato la fiera sono stati presentati anche gli altri prodotti fiori all’occhiello del paniere ‘BioBenessere’:
Parmigiano-Reggiano, aceto balsamico, miele, sughi e polpe di pomodoro, riso, olio d’oliva, pasta, succhi di frutta, legumi e cioccolato, tutti ottenuti con tecniche di produzione moderne e
rispettose dell’ambiente e della salute”.

“Complessivamente, – sottolinea il presidente di Pro.B.E.R. – durante il Summer Fancy Food abbiamo potuto instaurare oltre 250 contatti commerciali con importanti operatori del settore, quali
importatori, distributori e retailer: un successo che dimostra chiaramente il crescente interesse del mercato statunitense per i prodotti alimentari biologici”.

Secondo una recente indagine, che ha analizzato i consumi delle famiglie nel periodo compreso tra novembre 2007 e maggio 2008, infatti, negli Stati Uniti gli alimenti bio hanno ormai acquisito
un ruolo essenziale tanto che nel 2007 il fatturato del Food & Beverage biologico negli Usa ha fatto registrare un sensibile incremento, sfiorando i 19 miliardi di dollari. “I dati sui
consumi di prodotti bio negli Stati Uniti – dichiara Carnemolla – confermano una tendenza in atto anche in altri paesi e dimostrano gli ampi spazi commerciali che si aprono all’estero per le
imprese italiane che hanno scelto di convertire al biologico tutta o parte della loro produzione”.

“Dopo il risultato brillante ed incoraggiante ottenuto a New York – conclude Carnemolla – in autunno il progetto ‘BioBenessere’ debutterà in un altro paese che mostra un’attenzione
sempre maggiore per gli alimenti naturali e di qualità: il Giappone. In questa occasione, le caratteristiche di eccellenza dei numerosi prodotti del paniere ‘BioBenessere’ verranno
presentate ai consumatori delle principali città nipponiche. Ancora una volta, quindi, dopo il triennio 2005/2007 in cui ‘BioBenessere’ ha toccato con successo numerosi paesi
europei, Pro.B.E.R. si propone come capofila di progetti di internazionalizzazione per far compiere un ulteriore passo in avanti al biologico ed aprire la strada ad una sempre maggiore
valorizzazione di questi prodotti in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori moderni, che chiedono sempre più sicurezza e maggiori certezze ed affidabilità
circa l’origine degli alimenti acquistati”.

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