Cia Campania: il neo – presidente Aurelio Grasso indica le strade per affrontare le difficili sfide dell'agricoltura

Nel corso del Consiglio regionale della Cia Campania – riunitosi all’hotel Terminus di Napoli con la partecipazione del presidente nazionale Cia, Giuseppe Politi – che ha eletto presidente
Aurelio Grasso, che succede a Giuseppe Corona, il neo – presidente ha evidenziato che è sua «intenzione rilanciare la Confederazione campana sia sul terreno della
rappresentanza degli interessi del mondo agricolo sia su quello della riorganizzazione dei suoi servizi».

Le sfide sono di grande rilievo. La globalizzazione delle derrate alimentari, l’aumento dei prezzi mondiali, la liberalizzazione delle produzioni europee, la giusta sintonia da trovare con i
consumatori, l’uso dei fondi europei. «La globalizzazione dei mercati – ha aggiunto Grasso – fa emergere nuovi competitori e un’aggressiva politica dei prezzi, assolutamente fuori
dalla portata delle nostre imprese. Inoltre, il crescente potere di mercato della grande distribuzione organizzata, passata quasi tutta in mani estere, prefigura un’ulteriore minaccia: quella
di un indebolimento delle forniture nazionali di derrate alimentari».

Grande preoccupazione è stata espressa, nel corso della riunione, per l’aumento dei costi di produzione, per le emergenze che si sono venute a creare nel settore in seguito alla
crisi rifiuti, per l’uso dei fondi europei. «I costi del fare impresa in agricoltura sono diventati, a causa del caro – petrolio, insopportabili. Per contrastare la crisi,  ha
sostenuto il neo – presidente, occorre fare bene la nostra parte: rilanciare l’immagine dell’agroalimentare campano, integrarlo col con turismo e l’artigianato, sviluppare la vendita diretta e
i  farmers market, ma soprattutto occorrono grandi infrastrutture e un piano di sviluppo rurale che funzioni per metterci in linea con la competitività che ci viene richiesta
dai mercati».

Sulla difesa del «made in Italy», a proposito del negoziato commerciale di Ginevra, è intervenuto il presidente nazionale Giuseppe Politi, per il quale
«la difesa multilaterale delle indicazioni d’origine è, una questione di centrale interesse, che l’Unione europea non è riuscita finora a far valere a
sufficienza».

Per la Cia, quindi, rimangono prioritarie per il prossimo Wto la difesa delle indicazioni geografiche, il «no» al protezionismo, la lotta alle contraffazioni
alimentari.

La Cia vanta in Campania circa 62 mila associati tra titolari e pensionati. 150 i dipendenti, 50 gli uffici di zona e una presenza radicata nei servizi sussidiari in più di 200
Comuni della regione.

Leggi Anche
Scrivi un commento