Chi è C.G.d.P., la Confederazione Giudici di Pace – intervista al Segretario Generale
13 Marzo 2015
In attesa del Convegno “Proposte di soluzione al problema dell’arretrato civile per l’attuazione del Progetto Strasburgo 2: l’aumento di competenza per il Giudice di Pace”
che si terrà a Roma:
Martedì’ 17 marzo 2015 Ore 10,45
Sala dell’ Istituto Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica, 72
Pubblichiamo un’intervista a:
Franco Antonio Pinardi, Segretario Generale C.G.d.P., Confederazione Giudici di Pace.
La Confederazione Giudici di Pace è un’associazione di magistrati, che persegue la finalità della tutela dell’autonomia della magistratura e del raggiungimento dell’obiettivo del funzionamento della giustizia.
Purtroppo sia sulla stampa che sui mezzi d’informazione si dà una visione distorta del principio dell’autonomia della magistratura, quasi fosse un privilegio della persona del giudice, il quale volte decidere a sua discrezione, senza alcun controllo.
Questo è quanto mai lontano dal vero, autonomia della magistratura è l’esatto opposto del concetto della discrezionalità, vuol dire, invece, che il magistrato è il primo servitore dello Stato, il primo a sottostare alla Costituzione, alle norme dell’Unione Europea ed alle Leggi.
Ma solo a quelle. Nelle sue decisioni il magistrato non sottostà a pressioni non meglio qualificate, consigli, direttive di organi amministrativi o politici e grandi interessi economici.
Questo è maggiormente sentito nel settore che trattano i giudici di pace: le controversie che interessano le famiglie, gli artigiani, le piccole e medie imprese, i professionisti, ossia l’ossa l’ossatura del nostro paese.
Anche per queste controversie deve essere tutelata l’autonomia della magistratura nel senso che la parte più forte economicamente o politicamente non deve prevalere sul più debole.
Con riguardo al nostro convegno noi ribadiamo che quando si parla del funzionamento della giustizia, i riflettori della politica non devono essere indirizzati unicamente sulle grandi imprese e sui grandi investitori.
La giustizia deve interessare in primo luogo le categorie produttive del nostro Paese e le famiglie, gli artigiani, le piccole e medie imprese, i professionisti.
Ci rendiamo conto che trattasi di persone che non hanno voce, perché una causa civile o penale che interessa loro, non ‘va in televisione’ e sulla stampa.
Per questo noi affermiamo l’importanza che la politica ed il governo ponga attenzione a questa categorie, all’economia di base del nostro Paese, perché senza di quella non si può parlare di ripresa.
Le proposte che avanziamo sono quindi caratterizzate dalla massima concretezza, ossia invece di intervenire con grandi riforme, agire nell’esistente organizzando e razionalizzando il contenzioso.
La soluzione proposta è creare, assieme al Tribunale per le imprese e per il diritto della famiglia, un giudice che si occupi esclusivamente di quelle controversie che interessano le categorie ‘deboli’ del paese, ossia il giudice di pace.
La nostra proposta è quindi, nell’immediato, aumentare la competenza in materia civile del giudice di pace.
Questo magistrato dovrà essere specializzato per le cause fino a 30.000 (praticamente quelle che interessano i consumatori, le piccole e medie imprese, gli artigiani, i commercianti). In questo modo il Tribunale sarà libero di procedere con quelle controversie caratterizzate da un elevato tasso di conflittualità e rilevanti interessi economici.
Questa soluzione si pone in linea, anzi favorisce il Progetto Strasburgo 2 del Ministero della Giustizia, poiché trasferisce tutte le cause pendenti del Tribunale, fino alla competenza di Euro 30.000 (l’arretrato) al Giudice di Pace, senza l’istituzione di organismi di mediazione (che non hanno avuto alcun efficacia sotto il profilo della riduzione dell’arretrato) e giudici sostanzialmente speciali quali i GOA (Giudici Onorari Aggregati).
Quello che sottolineiamo è la necessità di provvedere nell’immediato, è di pochi giorni l’impietoso rapporto annuale della Commissione Europea, sopo di noi solo Cipro e Malta.
E’ opportuno quindi procedere immediatamente, perché ormai la domanda non è più: “Perché disporre l’aumento di competenza del Giudice di Pace”, ma “Perché non si è fatto ancora”.
Il nostro Paese deve portare un risultato in Europa, ma lo deve sono solo alle Istituzioni Comunitarie bensì ai cittadini.
Franco Antonio Pinardi,
Segretario Generale della Confederazione Giudici di Pace
CONVEGNO DEL 17 MARZO AL SENATO
Redazione Newsfood.com




