Che cos’è l’intolleranza al glutine? Cosa significa essere celiaci?
10 Ottobre 2012
Il professor Alberto Lanzini, titolare della Cattedra di gastroenterologia dell’Università e Spedali Civili di Brescia illustra la celiachia e le altre reazioni derivanti dall’intolleranza
al glutine nel suo articolo “Reazioni avverse al glutine”.
REAZIONI AVVERSE AL GLUTINE Prof. Alberto Lanzini Cattedra di Gastroenterologia Università e Spedali Civili di Brescia Lo spettro delle reazioni avverse agli alimenti contenenti glutine
comprende tre condizioni principali:
I) la celiachia; II) la sensibilità al glutine non celiaca; III) l’allergia IgE meditata al frumento.
i) L’intolleranza alimentare di gran lunga a maggior prevalenza in tutto il mondo è la celiachia. In accordo con gli studi epidemiologici la prevalenza è stimata nell’ordine di 1
caso su 100 persone. Un tempo considerata una malattia dell’età pediatrica, la celiachia viene oggi diagnosticata molto più frequentemente in età adulta che in età
pediatrica con un rapporto nella nostra provincia di circa due adulti per ogni bambino diagnosticato.
La celiachia si manifesta in soggetti geneticamente predisposti portatori dell’antigene di istocompatibilità leucitario HLA DQ2 e DQ8 per l’azione di frazioni proteiche tossiche contenute
nei cereali frumento, orzo e segale. Altri cereali, mais e riso, non contengono proteine tossiche per il celiaco.
La diagnosi di celiachia si basa sulla positività di test sierologici di screening (autoanticorpi anti transglutaminasi tessutali), su caratteristiche lesioni istologiche a biopsie
duodenali consistenti in infiltrazione linfocitaria intraepiteliale ed atrofia dei villi.
Le manifestazioni cliniche variano tra forme tipiche di malassorbimento (calo ponderale, mancato accrescimento nel bambino), a forme tradizionalmente definite “atipiche” ma che ora sono le
più comuni quali anemia sideropenica, osteoporosi, intestino irritabile, ipofertilità femminile.
La terapia è squisitamente dietetica e prevede l’abolizione permanente e totale degli alimenti contenenti glutine, una dieta cioè aglutinata. Esistono in studio alcuni trattamenti
alternativi o complementari alla dieta aglutinata, quali ad esempio l’impiego di cereali detossificati, enzimi in grado di neutralizzare le proteine tossiche, farmaci in gradi di ridurre la
permeabilità intestinale alle frazioni proteiche tossiche ed, infine, un vaccino terapeutico. Tuttavia, per nessuno di questi trattamenti si prevede un possibile approdo alla pratica
clinica quotidiana in tempi brevi.
ii) È frequente nella pratica clinica individuare soggetti nei quali si manifesta una reazione avversa all’assunzione di cereali e nei quali tuttavia la diagnosi di celiachia o di reazione
IgE mediata al frumento è stata esclusa. La reazione avversa è glutine dipendente come dimostrato dal fatto che, nei pochissimi studi ad oggi disponibili, la somministrazione in
doppio cieco di glutine purificato determina insorgenza di sintomi intestinali. Questi soggetti sono stati definiti appartenenti allo spettro di malattie glutine-correlate nella variante della
“Non Coeliac Gluten Sensitivity” (NCGS), insieme alla allergia al glutine IgE mediata ed alla celiachia. Poco ancora si sa sulla patogenesi della NCGS e l’evidenza al momento disponibile
suggerisce che in questi pazienti un ruolo importante sia svolto dal sistema della immunità innata senza nessun concorso di una risposta da parte del sistema immunitario di tipo adattativo
che è, invece, tipica della celiachia. La prevalenza della NCGS è incerta ma verosimilmente elevata, se è vero che ad oggi circa 70 milioni di americani consumano ogni giorno
un pasto aglutinato. Questa condizione è indistinguibile dalla celiachia sulla base dei sintomi, che sono molto simili, ma è tuttavia ben distinta dalla celiachia poiché si
caratterizza per l’assenza di autoanticorpi tipici della celiachia (anti-transglutaminasi ed antiendomisio), per normalità del quadro istologico duodenale e per non essere necessariamente
associata con HLA DQ2-DQ8, come è tipicamente il caso della celiachia. Per converso questi pazienti esibiscono spesso la presenza di anticorpi antigliadina.
La diagnosi si basa sul criterio di esclusione (non celiachia, non allergia IgE al glutine) e sulla positività ad un test di somministrazione in cieco di glutine nel paziente reso
asintomatico da una dieta aglutinata per alcune settimane. Anche per questi pazienti la terapia consiste nella abolizione del glutine dalla dieta e non è al momento noto se possano
tollerare una dieta contenente piccole quantità di glutine. iii) L’allergia al frumento è una condizione assai meno frequente delle precedenti e consiste nella comparsa di lesioni
cutanee (tipo orticaria), sintomi intestinali (diarrea e vomito) e respiratori (asma) che si manifestano rapidamente dopo l’assunzione di derivati del frumento.
In rarissime circostanze questa forma può essere assai severa con comparsa di shock anafilattico e morte. La diagnosi si fa ricercando la presenza di immunoglobuline della classe IgE
dirette contro il glutine od estratti in toto di frumento o mediante test cutanei. La dieta consiste nella abolizione degli alimenti derivati dal frumento.





