Cgil: “I provvedimenti del governo colpiscono le condizioni di vita e lavoro di tutti gli immigrati”

 

Roma – “Il Governo sta assumendo provvedimenti nei confronti degli immigrati che colpiscono gravemente le loro condizioni di vita e di lavoro”. È quanto
afferma in una nota la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini. “Dietro la foglia di fico della lotta alla clandestinità – aggiunge -, in realtà
colpisce indiscriminatamente tutti i lavoratori e i cittadini immigrati regolari che lavorano, pagano le tasse e vivono ed operano nel rispetto delle nostre leggi”.

E’ il caso, spiega Piccinini, “delle norme sugli alloggi, sui ricongiungimenti familiari, sull’assegno sociale, sulla tassa per i rinnovi dei permessi e sulla
cittadinanza”. La Cgil è contraria a questa politica che giudica “di razzismo istituzionale ed ha lanciato una campagna contro il razzismo per un’altra idea di
convivenza e di uguaglianza di diritti e doveri fra le persone: la campagna ‘Io ci sto. Stesso sangue. Stessi diritti’”.

E sulla base di “proposte concrete” avanzate dalla Cgil, Piccinini ricorda “la richiesta della regolarizzarazione di tutti i lavoratori immigrati che lavorano in
nero”, “la sospensione della norma della Bossi Fini che condanna gli immigrati regolari all’espulsione dopo 6 mesi dal licenziamento”, “la riforma del
meccanismo dei flussi rendendolo più aderente alle necessità del mercato del lavoro in modo da governare l’immigrazione regolare e ridurre quella irregolare”,
la dirigente sindacale ritiene “francamente difficile strumentalizzare e manipolare le proposte della Cgil ed inventarsi affinità con la Lega che non esistono né a
Treviso, né tanto meno a Roma”.

Mentre, giudica la sindacalista della Cgil, “la proposta di blocco o moratoria dei flussi per due anni avanzata dalla Lega con un emendamento al ddl 733 in discussione al Senato e
ribadita dal ministro Maroni è l’esatto opposto”. Per Piccinini “è sbagliata perché il meccanismo dei flussi, così come previsto dalla
Bossi-Fini, è inceppato e produce soltanto immigrazione irregolare. Bisogna infatti riconoscere che fino ad ora i decreti flussi sono serviti essenzialmente per regolarizzare,
peraltro solo in parte, lavoratori già presenti e attivi nel nostro paese”.

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