Marini (Coldiretti): “Non ho mai visto un prezzo crescere dopo una manifestazione”

 

“Se i prezzi dei prodotti agricoli si potessero fare per decreto, staremmo tutti i giorni in piazza, ma, purtroppo, non ho mai visto un prezzo crescere dopo una
manifestazione”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “in questo momento di crisi generale non si deve cedere alla
tentazione della demagogia e tanto meno del qualunquismo perché sarebbero atteggiamenti di irresponsabilità verso il paese”.

Se la presenza in piazza serve a stimolare la politica, è bene ricordare che abbiamo risolto il problema delle proroghe e stabilizzazioni fiscali in agricoltura e stiamo tenendo
aperto un confronto costruttivo ed intelligente con Governo e Parlamento e apprezziamo gli impegni assunti, di chiudere a breve – ha sottolineato Marini – le partite aperte: dai
finanziamenti per il fondo di solidarietà nazionale alla defiscalizzazione degli oneri sociali fino ai fabbricati rurali.

E’ il momento meno adatto – ha precisato Marini – per abbaiare alla luna in piazza se, come potrebbe sembrare, serve solo alle esigenze del Palazzo.

“In queste settimane in tutto il Paese la Coldiretti sta celebrando centinaia di assemblee sezionali, zonali, provinciali e regionali per il rinnovo delle cariche che
rappresentano – ha sostenuto Marini – una occasione importante per discutere ed approfondire il nostro programma sull’economico deliberato dal Consiglio nazionale della più
grande organizzazione agricola italiana ed europea.

Un percorso concreto e possibile per tirare fuori dalla crisi la nostra agricoltura, una risposta economica ad un problema economico – ha continuato Marini – perché non
intendiamo né perdere tempo tanto meno prenderci in giro: la questione in gioco è un fatto di potere contrattuale. E allora è il momento di scommettere
direttamente – ha concluso Marini – sui valori forti ed esclusivi della nostra agricoltura e di noi coltivatori, è il momento di costruirci filiere tutte agricole, tutte
italiane e firmate, senza lasciare deleghe in bianco a nessuno.

 

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