CCSVI e sclerosi multipla. I medici SIN: “Prima di procedere a sperimentazioni cliniche, si dimostrino correlazioni”

CCSVI e sclerosi multipla. I medici SIN: “Prima di procedere a sperimentazioni cliniche, si dimostrino correlazioni”

L’inizio di sperimentazioni su volontari umani della dilatazione venosa mediante angioplastica (il cosiddetto “metodo Zamboni”) è necessariamente legato a prove dell’esistenza di
correlazioni tra la CCVSI (Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica) e la sclerosi multipla (SM). In assenza di tali evidenze, sarà negata l’autorizzazione a procedere.

Questa la conclusione, consegnata ai media, del dibattito SIN (Società Italiana di Neurologia) e relativo alle ipotesi del professor Paolo Zamboni sulle cause e possibili rimedi della
sclerosi multipla.

Durante il congresso di Catania, la questione è stata presa in esame nel corso del dibattito del Gruppo di Studio Sclerosi Multipla, intitolato “Controversie in ambito eziopatogenetico”.

Per il dottor Zamboni ed i suoi sostenitori, vi è un preciso legame tra la presenza delle stenosi delle giugulari (fenomeno noto come CCSVI) e la manifestazione della malattia.

Questa teoria è avversata da alcuni studiosi, che ritengono come la varietà dei dati ad oggi raccolti non consenta di trarre conclusioni definitive. Spiegano tali scettici: “A
livello epidemiologico un primo studio da parte del prof. Zamboni riscontrava la CCSVI nel 100% dei pazienti con Sclerosi Multipla e nello 0% dei controlli sani. Nell’aprile 2010, un numero di
International Angiology ( Minerva Medica, IF 1.1) riportava numerosi studi che supportavano questa iniziale osservazione. Infine tre studi recenti pubblicati su riviste recensite non rilevavano
alcun tipo di associazione tra CCSVI e sclerosi multipla ed inoltre, impiegando i criteri proposti dal prof. Zamboni, rilevavano una percentuale di pazienti con CCSVI tra l’1% e l’8%”. Quindi,
la tesi finale è che “Una così ampia discrepanza di risultati è difficile da spiegare anche tenendo conto di differenze tecniche e di variabilità delle casistiche
analizzate e pone dei comprensibili dubbi sulla natura stessa della CCSVI”.

Tale opinione è stata contestata dal dottor Zamboni. Egli ha sminuito il presunto problema della discordanza di dati, definendola “Una diatriba metodologica, più che di sostanza.
La discrepanza di dati si spiega nelle diverse metodologie impiegate”.

Alla fine, per i vertici SIN (il presidente Antonio Federico, il presidente eletto Giancarlo Comi ed il coordinatore del Gruppo di Studio Sclerosi Multipla SIN) è prevalsa la linea del
dubbio e del “congelamento” del metodo Zamboni.

Allora, conclude così la nota per i media: “Riteniamo che prima di procedere a sperimentazioni cliniche sulla efficacia e sicurezza della dilatazione venosa mediante angioplastica in
pazienti con sclerosi multipla, si debba prima dimostrare che esistano per lo meno correlazioni epidemiologicamente significative tra CCSVI e sclerosi multipla in quanto in caso contrario si
esporrebbero i pazienti ai rischi della procedura terapeutica senza alcuna ragione”.

Ciò detto, l’indagine della Società sulla SM rimane attiva.

A riguardo, il presidente Federico ricorda come “La SIN offre la sua piena collaborazione alle autorità sanitarie nazionali e regionali ed intende vigilare affinché non vengano
messe in atto iniziative che non rispondano alle leggi vigenti in materia sanitaria, a protezione dell’interesse dei malati”.

Tra le altre iniziative, la Società Italiana Neurologia ha dato un forte supporto alla programmazione di uno Studio Epidemiologico promosso e sponsorizzato dall’Associazione Italiana
Sclerosi Multipla, che interesserà 2000 tra malati di SM e controlli.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

CCSVI: la posizione della Società Italiana di Neurologia

SITO dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM)

SITO Società Italiana Neurologia (SIN)

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento