Castelli in aria: politica e ristorazione a muso duro!

Castelli in aria: politica e ristorazione a muso duro!

Nota del Direttore:
Sono passati poco più di due secoli da quando Maria Antonietta, regina di Francia, si giocò la testa per aver detto una frase  infelice … “Se non hanno più pane, che mangino brioche”.

Karakiri? Dimissioni? Ma non scherziamo! Oggi non c’è più la ghigliottina e nemmeno la vergogna o il senso di colpa dell’offesa proferita. Politici, funzionari e personaggi influenti (o burattini prestanome) possono dire e promettere quello che vogliono, senza tema di dover renderne conto.
Questa è l’Italia, il più bel Paese del Pianeta Terra che purtroppo fa gola ai nuovi padroni del mondo. Ci vogliono mettere col sedere per terra per potercela scippare, e ci stanno riuscendo! Spero tanto di sbagliarmi ma l’Italia è destinata a fare la fine di Venezia.
Indiscutibilmente è la più bella e invidiata città del mondo… ma quanti sono ormai i Veneziani che vivono ancora a Venezia? Quanti sono quelli che sono nati tra le calli e possono ancora permettersi di abitare in città? L’economia della Serenissima è ancora florida ma i Dogi e chi la governano non parlano più solo in lingua veneziana, e nemmeno in Italiano!

Giuseppe Danielli
Direttore e fondatore
Newsfood.com
Nutrimento e nutri-MENTE

 

Michele Pizzillo
Newsfood.com
Milano, 19 luglio 2020

Sul Corriere della Sera, il critico televisivo Aldo Grasso, riferendosi al tramonto della stagione del “vaffa” di Beppe Grillo, ha scritto che “non sempre le battute riescono, a volte l’ironia genera un effetto boomerang e colpisce chi l’ha lanciata”.

Contestualmente, una “allieva” del comico e “politico” genovese, Laura Castelli, viceministro dell’economia, ha scatenato una vera e propria bagarre affermando che siccome non c’è più domanda, non avrebbe senso sostenere l’offerta, quindi cuochi, chef, camerieri e cassieri di trattorie, bar e ristoranti dovrebbero inventarsi un’altra professione.

Immediata la risposta di Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio. “Le infelici dichiarazioni del Viceministro Laura Castelli, in merito allo stato di grave crisi e alle prospettive del settore dei pubblici esercizi, hanno destato stupore e sconforto. Il comparto della ristorazione è storicamente un punto di forza essenziale per l’identità e l’attrattività del nostro Paese, che oltre ai numeri -fatturato, valore aggiunto e occupati- esprime anche grandi valori sociali, culturali, storici e antropologici. È un settore fondamentale di due filiere strategiche per l’Italia -l’agroalimentare e il turismo- e “rete distributiva della socialità” capace di favorire coesione sociale, benessere, legalità, sicurezza e decoro delle comunità. Per questi motivi non andrebbe sgarbatamente invitato a reinventarsi il modo di proporre la sua offerta, ma tutelato e aiutato a rilanciarsi, rafforzando i provvedimenti governativi di natura emergenziale, sugli indennizzi a fondo perduto, sui temi della liquidità e credito, sugli strumenti di protezione sociale, sulle locazioni commerciali o sulle moratorie fiscali, e, contemporaneamente, attivando politiche governative di visione strategica -unitaria e coordinata- per sfruttarne le inespresse potenzialità come strumento di soft-power per il Paese”.

Secondo Stoppani “La crisi ha modificato stili di vita, modalità di lavoro e modelli di consumo, certo, ma non è invitando gli imprenditori a cercare nuovi modelli di business, guidati dalla creatività, che si aiuta e si salva un settore con oltre 300mila imprese e con più di 1 milione di dipendenti. Abbiamo più volte trasferito alla Politica i provvedimenti che sarebbero da prendere per evitare il collasso di un settore e scongiurare ingenti danni economici e sociali, ridando forza e prospettive ad un settore vitale per l’immagine e la promozione del Paese.

Oltre ai citati provvedimenti emergenziali e di visione, c’è bisogno anche di tornare alle tradizionali modalità di lavoro, che non significa peraltro tornare indietro. Significa invece trovare i modi di vivere i luoghi in sicurezza, ridefinendo gli orari e la vivibilità cittadina. Essere “smart” significa guardare avanti, dando il giusto valore al lavoro, al buon lavoro, di tutti, dal “working” al divertimento serale. Il settore ha bisogno, cioè, di cure e attenzioni, anche per evitare la pandemia della povertà, che è tra i più pericolosi effetti collaterali del Covid-19”.

Poi, c’è la lettera di circa 50.000 ristoratori italiani, primo firmatario Gianfranco Vissani, –scarica il pdf- che attraverso alcune associazioni territoriali (Treviso Imprese Unite, Ristoratori Milanesi, Associazione ristoratori valle Camonica e Associazione pubblici esercizi alta valle Camonica, Associazione ristoratori Gussago Franciacorta, Associazione Palazzolese Enogastronomica, Movimento impresa Lombardia Liguria Riparte, Ristoratori Emilia Romagna, Ristoratori Toscana, Futuro Ho.re.ca Pisa, RistorItalia, Horeca Ciociaria, Associazione Commercianti per Salerno, Movimento Impresa Puglia, A.I.O.S., ARTHoB) hanno inviato al viceministro Castelli per sottolineare che “se si sbagliano i tempi ed i modi si fa danno. Per noi il commento del viceministro al servizio mandato in onda dal TG2 è BOCCIATO. Non siamo più disposti a scusare, a capire o giustificare. Siamo diventati intolleranti a questi scivoloni televisivi che mettono alla gogna mediatica un intero comparto. Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. Tutti questi appellativi non appartengono alla nostra categoria che rappresenta un’importante colonna economica italiana ( 13% del Pil)”.

Nella lettera viene evidenziato che “i ristoratori non hanno mai chiesto clienti al governo, hanno chiesto sostenibilità per le riaperture. Molte attività, hanno riaperto con la consapevolezza di ricominciare in una situazione emergenziale, dove gli incassi non coprono i costi. Con il coraggio e lo spirito di sacrificio che sempre contraddistingue la nostra categoria abbiano scelto di voler continuare a regalare una serranda alzata in città, di voler essere vicini ai nostri collaboratori, per sopperire ad uno stato che ha lascito nell’incertezza centinaia di migliaia di lavoratori del settore.

Nonostante tutto troviamo la positività e la dignità di non mollare e tentare di preservare occupazione e conservare la tradizione enogastronomica, elemento trainante del Made in Italy.

Abbiamo chiesto aiuti concreti e sufficienti a salvaguardare le nostre attività, disposti a farci carico di ulteriori indebitamenti non voluti e non previsti che toglieranno altri anni nostra volontà di crescita, sviluppo ed innovazione. Ci siamo solo ritrovati con un pacchetto di promesse su promesse ancora non mantenute.

Mai ci saremmo aspettati una dichiarazione del vice ministro Castelli totalmente fuori focus.
Da quando è cominciata l’era dell’impresa 4.0 avete propinato alle aziende digitalizzazione, robotica, e-commerce, app tecnologiche, ecologia, monopattini, delivery e tanto altro, ma nulla di tutto questo rappresenta l’essenza dei principi fondamentali della ristorazione fatto di ospitalità, accoglienza e relazione.

Ci volete vedere mangiare tutti davanti al PC in smartworkig?
Così siete liberi di ingabbiarci a casa e negli uffici e lasciare le città in balia del degrado e delle attività clandestine.
Senza lavoratori, senza studenti, senza turisti migliaia di alberghi, musei e pubblici esercizi a breve abbasseranno le proprie serrande per non rialzarle più.
La politica non è show ma ha la responsabilità di dire cose giuste, nel modo giusto e con le parole giuste. Gli chef ed i ristoratori, dopo gli artisti sono la categoria più creativa che ci sia.
Caro ministro Castelli non abbiamo bisogno di aiuti per cambiare modo di fare le nostre attività.
Non si risolve il problema invitando aziende non convertibili a convertirsi in altro.
Non sforzatevi ad analizzare il mercato che cambia nella domanda ed offerta, lo sappiamo fare bene anche noi.
In questo momento non abbiamo bisogno di sentirci dire nulla di tutto questo, abbiamo bisogno che turismo e mobilità torni a vivere nelle nostre vie. Abbiamo bisogno che portiate a termine le vostre promesse poi parleremo se vorrete della RISTORAZIONE 4.0.”.

Michele Pizzillo
Redazione Newsfood.com
© Riproduzione riservata

Leggi Anche
Scrivi un commento