Caso Englaro, Sacconi: “Io non mi arrendo”

Caso Englaro, Sacconi: “Io non mi arrendo”

 

“Venerdi’ scorso, al termine del Consiglio dei ministri, Bondi ha commentato: ’Oggi e’ nato davvero il Pdl’. E comincia a morire, aggiungo io, il
nichilismo tardosessantottino di cui Berlusconi rappresenta l’antitesi. Finisce quella deriva che da quarant’anni mette in discussione valori profondi, a cominciare dal
senso della vita”.

Lo ha affermato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che in un’intervista al Corriere della Sera ha parlato del caso Englaro e del proprio coinvolgimento nella drammatica
vicenda: “Tutte le scelte del governo dalla mia circolare al decreto, sono state ispirate dalla ragion laica. Una laicita’ intesa in una dimensione piu’ alta del
passato, che non puo’ non includere principi fondamentali cristiani come la centralita’ della persona. La dicotomia tra credenti e non credenti, che ha segnato la Prima
Repubblica, e’ stata superata”.

Oggi Sacconi e’ credente “ma la mia storia politica e’ socialista e laica. Laica e’ la logica in cui ci siamo mossi e che ha unito interventi del laicissimo Brunetta e
del cattolico Rotondi”.

Quanto al mancata firma sul decreto del governo, Sacconi ha precisato di non aver parlato con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Come non vedere che necessita’ ed
urgenza sono piu’ che mai presenti se da una norma dipende la salvezza non solo di Eluana ma anche di altri cittadini”?”.

Sul caso, “nessuna pressione dalla Chiesa. Ho avuto, ma solo dopo il decreto, alcune telefonate di apprezzamento da cui emergeva una positiva sorpresa. Io non mi arrendo. Credo ancora
che salvare Eluana sia possibile, che si possa interrompere questo assurdo percorso di morte. Le strade sono due. Un disegno di legge che recepisca il decreto respinto da Napolitano; e
apprezzo molto l’impegno in questo senso del presidente del Senato. La seconda strada e’ la verifica delle corrette condizioni in cui avviene l’accompagnamento alla
morte. Se ne stanno occupando la procura di Udine, i Nas e appunto gli ispettori del ministero”.

 

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