Casa, Scotti ai Sindacati: «20 mila nuclei pagano meno»

Milano – «La politica della Regione è chiara e netta: dare una casa di edilizia pubblica a chi ha bisogno e dire definitivamente basta a ingiusti privilegi, mi auguro che
i sindacati, date le imminenti scadenze elettorali non preferiscano strumentalizzare la norma, dimenticando i nuclei famigliari che non hanno un alloggio Erp, pur avendone i requisiti, e non
riescono a pagare i canoni che impone il libero mercato».

L’assessore regionale alla Casa e Opere Pubbliche, replica così ai sindacati della categoria.
«Oltre 35.000 nuclei – continua Scotti – prima dell’entrata in vigore della nuova norma pagavano meno di 50 euro al mese e circa 10.000 addirittura meno di 10. Ora ben 20.000 famiglie
pagano meno di prima».

«La vecchia legge – aggiunge Scotti – aveva dei paradossi che siamo andati a correggere. A parità di reddito, infatti, le famiglie che abitavano in centro erano privilegiate
rispetto a quelle che abitavano in estrema periferia e questo per un malinteso calcolo sulla vetustà degli edifici. Il nuovo provvedimento, invece, oltre a ‘partire’ dall’Isee, l’unico
che realmente riesce a fotografare la reale situazione economica delle famiglie, riequilibra i valori degli immobili tenendo conto delle caratteristiche degli stessi e applica una riduzione per
le persone sole».

«E’ quindi assurdo che qualcuno gridi allo scandalo – conclude Scotti -.Bisogna considerare che gli aumenti maggiori potranno essere graduati anche su 5 o 6 anni e che i casi ritenuti
insopportabili verranno affrontati dall’Osservatorio regionale, le cui procedure di istituzione sono già state avviate».

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