Casa, Scotti: «a Brescia 1700 famiglie pagheranno meno»

Milano – «La nuova legge regionale rispetta il principio di sopportabilità per l’inquilino e introduce il reddito Isee, l’unico che realmente riesce a fotografare la reale
situazione economica delle famiglie».

L’assessore regionale alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti, replica così ai rappresentanti dei sindacati degli inquilini che stamattina hanno protestato davanti alla sede della
Regione a Brescia.
In tutta la Lombardia, infatti, prima dell’entrata in vigore della nuova norma, su 170.000 famiglie che abitavano in alloggi di edilizia residenziale pubblica oltre 35.000 pagavano meno di 50
euro al mese e circa 10.000 addirittura meno di 10. Ancora, nella sola provincia di Brescia, su 9.000 nuclei, oltre 2.500 pagavano meno di 50 euro e 600 di questi ne pagavano solo 10.

«La legge – precisa Scotti – aveva dei paradossi. A parità di reddito, infatti, le famiglie che abitavano in centro erano privilegiate rispetto a quelle che abitavano in estrema
periferia e questo per un malinteso calcolo sulla vetustà degli edifici. Il nuovo provvedimento, invece, oltre a ‘partire’
dall’Isee, riequilibra i valori degli immobili tenendo conto delle caratteristiche degli stessi e applica una riduzione per le persone sole».

«Vorrei anche ricordare – aggiunge l’assessore – che proprio per evitare rigidi automatismi sul valore degli immobili, la nuova legge prevede la possibilità di modificare del 20%
tale valore.
In provincia Brescia ad esempio, tutti i Sindacati inquilini hanno condiviso alcune riduzioni del valore degli immobili».
Ne deriva che 20.000 famiglie in tutta la Lombardia pagheranno meno: nella sola provincia di Brescia saranno oltre 1.700 e 700 pagheranno solo il canone minimo di 20 euro.

Per gli altri l’aumento (che potrà essere graduato in tre anni) sarà tra il 20 ed il 50%. Non si tratta di aumenti, in valore assoluto molto rilevanti. Infatti coloro che avranno
un aggravio superiore a 100 euro (in provincia di Brescia sono solo 400 famiglie) potranno dilazionarlo in più di 3 anni. Inoltre, bisogna considerare che la legge prevede contributi di
solidarietà congiunti tra Aler e Comuni per le famiglie meno abbienti anche nell’ambito delle politiche sociali attivate dai comuni.

«Invito le organizzazioni sindacali a verificare concretamente i casi di aumenti che a prima vista possono apparire abnormi – aggiunge Scotti – lasciando ad altri quelle che sono
strumentalizzazioni pre-elettorali belle e buone e a verificare tutti i redditi ed il patrimonio posseduto. L’Aler lo farà a partire da lunedì mattina».

Un ultimo passaggio l’assessore Scotti lo riserva al tema «abusivi», sottolineando che «la legge obbliga le Aler e i Comuni a predisporre un piano per la sicurezza degli
immobili occupati. Ovvero, chi è attualmente occupante abusivo dovrà lasciare l’alloggio.«

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