Carne italiana, via libera alla vendita negli USA di prodotti freschi
20 Dicembre 2012
Il mercato USA si apre ai salumi italiani freschi, con l’APHIS (Animal and Plant Health Inspection Service) che ne certifica la sanità
e l’immunità da una grave malattia.
A dare la notizia, ASSICA (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria) per bocca del presidente Lisa Ferrarini.
Come ricorda la stessa Ferrarini, la vicenda risale al 1997: ASSICA contattò le autorità americane per chiedere il riconoscimento d’indennità da malattia vescicolare del
suino.
Tale malattia era presente sul territorio italiano solo in piccoli focolai. Tuttavia, la complessità delle procedure e la prudenza dei controlli aveva generato fino ad oggi regole
d’invio precise. Detto chiaramente, potevano essere esportati negli USA solo prodotti cotti (mortadella e prosciutto cotto) e crudi stagionati oltre 400 giorni.
Al contrario, l’Associazione evidenziava la salubrità del prodotto, chiedendo il permesso per inviare prodotti freschi, come il crudo.
Ad oggi, la vittoria: secondo Ferrarini, le autorità degli States hanno valutato “Il rischio derivante dall’importazione di prodotti a base di carne suina a breve stagionatura
dall’Italia e di aver ritenuto che le misure di sorveglianza, prevenzione e controllo attuate dall’Italia nelle quattro regioni e due province autonome in esame sono soddisfacenti per
autorizzare l’importazione negli Stati Uniti dei salumi italiani”.
Detto questo, bisognerà aspettare il completamento delle procedure burocratiche, previsto per giugno 2013.
Secondo alcune stime, la mancata vendita è stimata , solo per gli USA, in circa 2.000 tonnellate, con un danno per le imprese di trasformazione che può essere quantificato in
circa 18 milioni di euro ogni anno.
Matteo Clerici





