Usa, boom della carne di bisonte: “E’ il salmone delle praterie”
23 Novembre 2012
Sono uno dei simboli del West, insieme agli indiani, ai fuorilegge ed alle Giacche Azzurre.
Ora, sono anche la nuova frontiera dell’allevamento USA, dove le difficoltà vengono ricompensate da profitto e merce di qualità.
Comunque sia, i bisonti sono tornati nelle praterie americane, vecchia patria da cui furono quasi eliminasti durante la colonizzazione del ‘800.
Dietro il loro ritorno, i gusti del pubblico, in cerca di carne naturale, sana e buona.
Ed il bisonte risponde proprio a questo. Per cominciare, viene fatto crescere in modo bio: “Tutto ciò che hanno nel loro corpo è acqua, sole ed erba: non ci sono ormoni o
antibiotici. Stiamo cercando di allevarli in un ambiente che sia il più naturale possibile nel 21esimo secolo”.
La loro carne cancella alla grande l’idea della carne rossa di scarsa qualità e dannosa per la salute.
Infatti, come spiega il dottor Kevin Weiland, nutrizionista: “Il bisonte è il salmone delle praterie. Ognuno di loro, come un salmone è ricco di Omega 3 e ha un contenuto di
grassi saturi molto basso”.
Detto questo, non mancano gli inconvenienti: il bisonte è più grosso, potente e selvatico di un bovino normale. Questo, unito al desiderio di allevamento “al naturale”, rende
disagevole far crescere tali creature, che necessitano di molto spazio e curatori specializzati.
Tuttavia, l’allevamento di bisonte è sempre più comune, non fosse altro che per il prezzo, il doppio del corrispondente bovino, e la capacità di piacere anche oltre
confine.
Così, rispetto al 2007, i bisonti sono raddoppiati: ora ammontano a 200.000 esemplari, il loro numero in costante aumento.
Matteo Clerici





