Carne della corrida per i poveri, la Francia si divide

Carne della corrida per i poveri, la Francia si divide

I bisogni di lotta alla povertà ed allo spreco di cibo si scontrano contro la sensibilità e l’amore degli animali.

E’ quanto succede a Chateaurenard, nella Francia meridionale. Come da tradizione, l’estate è il periodo delle corride: 700 tori combattono e vengono uccisi in gare d’abilità e
coraggio con avversari umani. Alla fine, la carne del bovino sconfitto viene venduta agli amatori o trasformata in farine animali.

Però, come racconta il giornale Le Matin, un macello ha deciso di offrire i sei
animali uccisi di sua proprietà al Banco Alimentare del locale dipartimento, che ha accettato. Pronta la risposta degli animalisti, riuniti nella Federazione delle lotte per l’abolizione
della corrida (FLAC). Il comunicato FLAC non può essere frainteso: “Questa carne puzza di barbarie. Accettare un tale dono non è morale. Ed è anche piena di tossine, quindi
non è senza rischi”.

Pronta la risposta di Olivier Roux, proprietario del macello e donatore dei tori, per cui l’iniziativa è conforme a tradizione e bisogni moderni. In primis, spiega l’uomo, è
consuetudine donare parte della carne dei tori sconfitti ai poveri dei villaggi. Inoltre, sempre più francesi (23.000 nella sola Vaucluse) sono in stato d’indigenza, con i loro figli
impossibilitati a consumare proteine animali: allora, “Perché non riutilizzare questa pratica?”

La questione non è per nulla risolta, con i sostenitori delle due fazioni a competere sul Web e tramite lettere alla stampa.

Matteo Clerici

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