Carlin Petrini: “il cibo è sacro, diamogli valore”

Carlin Petrini: “il cibo è sacro, diamogli valore”

By Redazione

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Carlo Petrini sale sul palco introdotto da Paolo Marchi che di Carlin dice: “prima di essere il guru di Slow Food, è un uomo di ottima tavola”. 
“Vorrei dire a questa straordinaria concentrazione di cuochi che sceglie la semplicità come lusso”, debutta Petrini con toni di grande carisma “che quest’anno a ottobre ci
sarà Il Salone del Gusto e soprattutto Terra Madre, un movimento fondato sull’intelligenza affettiva e l’austera anarchia: ognuno a casa sua deve poter fare quello che
vuole”. 

“Non c’è comparto agricolo che in Italia non sia in sofferenza: ognuno deve prenderne atto, sennò è onanismo culturale. Quando tutto sarà finito noi non potremo
mangiare computer. Non mangeremo più se non ci sarà materia prima. Ma la materia prima buona va pagata. Cari cuochi, vogliamo che voi siate consapevoli di questo: dite nei vostri
menu chi sono i contadini che stanno dietro al vostro splendido lavoro”. 

Sceso dal palco, nell’area lounge Petrini ha presentato in area lounge anche il libro Terra madre. Come non farsi mangiare dal cibo, che porta avanti proprio i concetti appena espressi in
auditorium. “Il sistema alimentare è arrivato a una crisi che ha seri risultati sul tessuto socioeconomico. I suoli si sono impoveriti, la concentrazione degli allevamenti è troppo
alta, il 70 per cento della biodiversità è scomparsa e la classe contadina non esiste più. Se si imparerà a riconciliare il cibo con la terra”, spiega, “ci si
guadagnerà tutti”.

Gabriele Zanatta

Dalla newsletter di Identità golose 292 del 01 febbraio 2010

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