Cantina Ruggeri pioniere dei Wine Club, una tendenza in crescita

Cantina Ruggeri pioniere dei Wine Club, una tendenza in crescita

Cantina Ruggeri pioniere dei Wine Club, una tendenza in crescita

Vino Ruggeri i Wine Club nati – ora strumento di contatto e sinergie – unisce realtà e digitale. Fidelizza e integra il rapporto cantina vino appassionato consumatore

 

L’idea o meglio l’uso dell’acronimo e del significato esteso ed estensivo delle tre paroline “wordl wide wine” è molto recente e collegato con anche il termine “web” che ne canalizza il percorso comunicativo, degli ultimi 20 anni.

Già dai primi anni ’70 e ’80 del secolo scorso (1900-2000) negli USA e in UK (ma anche in India per esempio) ci sono movimenti, associazioni, gruppi di imprenditori che fondano i “wines club high” , di elite, rivolti soprattutto ai migliori clienti e ai personaggi appassionati di vino. Sono iniziative pionieristiche ma di grande valore comunicativo settoriale e formativo.

Negli Usa da questi club vinosi prendono origine figure di esperti e appassionati che poi andranno ad incidere nella vita del vino e delle cantine di tutto il mondo, come i master wine in America e Inghilterra, ma anche le prime grandi case di importazione e distribuzione del vino in quei paesi non produttori ma potenziali consumatori.

In Usa Paul Kalemkiarian fondò il Wine of the Month Club, proponendo ogni mese ai suoi amici-clienti un vino bianco e uno rosso, recapitandoli a casa con un pacco postale. Paesi anglosassoni di lingua e cultura o di affezione coloniale che non producono vino ma sono attratti da questa nuova bevanda. In India, per esempio, i pochi ma importanti Wine Club nati per primi sono strettamente legati fra il mondo degli ambasciatori e diplomatici internazionali che frequentano Bombay Nuova Delhi Calcutta e molte rinomate località culturali-storiche del paese con i campi di gioco del Polo del grande paese creando un movimento di assenso che aveva portato il paese indiano ad essere un punto di contatto e riferimento per l’esportazione di vino europeo e sudamericano. Non arrivò mai a grandi risultati e poi ci fu un crollo enorme del consumo di vino ( a favore di bevande alcoliche locali e di superalcolici e di bevande zuccherate colorate gassate…le famose “fulfizz”) con la totale scelta politica e indipendenza dell’India. Invece in Usa e Uk furono motori di consumo, ma un consumo verso l’alto gradimento e l’alto valore, per cui furono “porte aperte per vini stranieri costosi, di identità culturale, di identità pese. E in questo ( sia nei primi pochi anni in India e poi per sempre in Usa e Uk) determino un appeal enorme pe i vini francesi europei rispetto a tutti gli altri. Una società francese come Sopexa puntò molto e investì molto in questi rapporti con i Word Wide Wine Club.  I risultati sono ancora sotto gli occhi di tutti. Ci furono due grandi dirigenti del Ministero Politiche Agricole italiano e anche un solo ministro che negli anni ’80 e anni ’90 tentò anche in Italia quella strada del Club dei Vini verso l’estero, purtroppo distrutta in parte dal mondo produttivo industriale e cooperativo perché giudicato “elitario” per pochi e in parte dalla famelica accaparramento di potere politico in tutte le strutture pubbliche con alte dotazioni di fondi pubblici e nuovi posti di lavoro cui infilare amici. Divennero carrozzoni, deflagrarono, affossarono miseramente in debiti o diluizione di spese inutili e non portarono nulla di buono.

 

Solo un commento di attualità immediata: speriamo che con il presidente Draghi tutto questo non venga in mente a nessuno di creare carrozzoni “superministeriali” pieni di soldi dove poi la responsabilità la immersione e lo sperpero non ha mai un colpevole e per distribuire mancette           

Era il 1991 (allego foto) quando una delle primarie cantine italiane di allora, già premiata e spesso visitata da Gino Veronelli e tanti MW e al centro dell’attenzione delle più importanti riviste europee come il londinese seguitissimo Decanter Mag, costituì il primo Wine Club aziendale cui ebbi l’onore di avere il piatto personalizzato e con me diversi giornalisti di allora come Burton Andersom, Stephen Hobley, Andreas Marz,  Othmar Kiem, Paule Balke, Tom Stevenson, Michèle Shah, Colleen Barry, Robert Black, Steven Spurrier, Maria von Gererfelt, Jochen Bielefeld, Monica Larner, Miriam Morgenstern, Ingrid Hammond, Danis Dubourdieu, Peter Sarkany, Richard Grosche, James Sucking, Hugh Johnson, Allan Bay,  … il meglio del meglio.

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com
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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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Fa molto piacere vedere che una delle prime cantine di Valdobbiadene, se non la prima, storica, una delle prime a credere nel Valdobbiadene Docg …e basta(!) come marchio del territorio del vino spumante Prosecco, metodo italiano, abbia costituito e lanciato il Wine Club Ruggeri o Ruggeri Wine Club @wineclub.ruggeri.it  in epoca di ascesa degli strumenti digitali e delle piattaforme e-commerce e online in cui il vino di ogni tipologia e tipo è primario attore. Uno strumento il Wine Club che va saggiamente dosato, ben indirizzato, strategicamente e continuamente ravvivato per supportare i canali tradizionali, accorciare le distanze e consolidare il legame con gli appassionati di vino, con i fedeli consumatori e conoscitori…queste le motivazioni espresse da Paolo Bisol erede e patron della Ruggeri con la figlia Isabella

Il Ruggeri Wine Club  www.ruggeri.it  vuole stimolare un contatto diretto con chi ama i vini e la filosofia della cantina di Valdobbiadene e del luogo di Valdobbiadene con sue caratteristiche, identità, personalità che rendono unico un vino oggi globale mondiale internazionali. il Club nasce per entrare nel merito e nel dettaglio ma soprattutto per accedere a servizi esclusivi, che comprendono la possibilità di acquistare i vini, anche in edizioni e formati speciali, a un piano fidelizzante dedicato e alla possibilità di ricevere in anteprima le novità della cantina. Cantina Ruggeri mette a disposizione anche un consulente speciale che guida i soci in una sorte di accoglienza in cantina anche se con distanze di centinaia e migliaia di chilometri, come anche a breve per tutti gli appassionati europei e sparsi nei vari paesi del Mondo.

Il WWW Club Ruggeri è un esempio di wine marketing contemporaneo, utilissimo anche per il mondo horeca sparso nel mondo e in Italia così in difficoltà in questo momento cercando anche di risolvere problemi e costi legati a magazzini, trasporti, viaggi, ordini, consegne.  Il Wine Club funge da collegamento tra il mondo reale e quello digitale.

 

Il Direct to Consumer è una soluzione innovativa complementare e una realtà in costante crescita perché risponde anche ad acquisti su misura, cadenzati, programmati avendo sempre a disposizione le novità di cantina, gli ultimi nati. Per Ruggeri rappresenta anche un modello di comunicazione diretta, di attenzione e dialogo continuo con clienti, di conferma dei valori e delle scelte di qualità fatte dalla cantina, partendo dalle vigne, in quel cru di Cartizze come in tutti i vigneti di Valdobbiadene e dintorni gestiti in prima fila dalla grande famiglia di Casa Ruggeri.

Il Club integra il Wine Shop in tutte quelle componenti e servizi di assistenza che oggi rendono anche la vita più semplice, più diretta e più sicura anche non potendo muoversi da casa come prima per andare in enoteca o in cantina a scegliere una bottiglia spumante di Ruggeri. Anche questo è un motore di ricerca per consolidare rapporti duraturi di fiducia, sottolinea la direzione di Casa Ruggeri.

 

 

 

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