Cambiamenti climatici: Per Zaia è importante la valorizzazione delle produzioni locali

Cambiamenti climatici: Per Zaia è importante la valorizzazione delle produzioni locali

Vajxo – Prima di arrivare sulle tavole degli italiani il percorso medio di un cibo è di 2.500 km con un forte impatto sull’ambiente. La lotta al
cambiamento climatico e alle emissioni inquinanti di CO2 passa quindi anche “dalla valorizzazione delle produzioni locali”. E’ questo uno dei punti importanti sottolineato dal ministro per le
politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, oggi a Vajxo, nel sud della Svezia, dove i 27 ministri dell’agricoltura hanno affrontato una prima riflessione sulla sfida tra agricoltura e
cambiamento climatico in vista della conferenza di Copenaghen a dicembre sul clima.
La politica agricola europea (Pac), ha detto la commissaria Ue Mariann Fischer Boel, è da tempo impegnata a ridurre le sue emissioni – dal 1990 sono diminuite del 20% – ma questo non basta
se si vuole raggiungere l’obiettivo di un calo del 30%.   

La riflessione è aperta e proseguirà da gennaio sotto la presidenza spagnola dell’Ue, ma già ora Zaia ha chiesto che nella lotta al cambiamento climatico l’Europa abbia un
maggior rispetto delle identità produttive territoriali. Un solo esempio: “La possibilità per le mense di fornirsi di alimenti prodotti nel paese dove si trovano senza dover
sottostare a gare europee e quindi all’obbligo di rifornirsi a km di distanza”.       

Insomma per Zaia “l’agricoltura non deve diventare il capro espiatorio per il cambiamento climatico, ma ben venga – ha detto – una riflessione e una road map di investimenti specifici da oggi al
2013”. Per l’Italia inoltre, “bisogna spiegare ai cittadini che l’agricoltura non è una sanguisuga, ma fa da presidio all’ambiente e questo presidio deve essere pagato. Quindi – ha
osservato Zaia – aiutiamo l’agricoltore affinché ci di una mano per l’ambiente e non perché è un inquinatore”.     

L’agricoltura è anche foresta e diversi ministri – dall’Italia alla Francia – hanno auspicato che nel bilancio Pac-Co2 sia preso in considerazione il contributo di assorbimento che offrono
i boschi. Un grande polmone che in Italia si estende su 10,5 milioni di ettari con una crescita di 100.000 ettari l’anno. I 27 vogliono anche lavorare sulla grande opportunità che
rappresenta la biomassa: solo in Svezia ha ricordato il presidente Eskil Erlandsson, il 27% dei residui della foresta sono trasformati in biomassa.

“Se sostituissimo il metano con la biomassa – ha precisato Zaia – avremmo il 4% in meno di Co2”. Agli agricoltori il Consiglio Ue chiede comunque di diventare sempre più ecologici. Un
esempio visto a Vajxo: riscaldare l’acqua e il suolo della fattoria grazie al calore del latte prodotto.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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