Calderoli: “Si dovrebbero adeguare gli stipendi al costo della vita e non parlare di gabbie”

Calderoli: “Si dovrebbero adeguare gli stipendi al costo della vita e non parlare di gabbie”

In questi giorni la stampa amplifica all’opinione pubblica una delle ultime trovate del mondo politico, per agitare le discussioni, semmai ce ne fosse bisogno, sotto gli ombrelloni di queste
torride giornate d’agosto.
La proposta di reintrodurre le gabbie salariali, ci perdoni il ministro Calderoli se usiamo sbrigativamente questo lessico sindacal-popolare, ma non troviamo granché di diverso da come si
esprime lui quando dichiara che “si dovrebbero adeguare gli stipendi al costo della vita e non parlare di gabbie”.

Ma è la sostanza del ragionamento a meritare una chiarezza .
La proposta parte dall’idea che nelle regioni del sud Italia il costo della vita è inferiore rispetto al nord di un 15% circa. Questo dato tutt’altro che campato per aria, era stato reso
noto  niente meno da uno studio condotto da due economisti della Banca d’Italia.
La ricerca sostiene che il gap tra nord e sud del costo della vita  è dovuto sostanzialmente al diverso peso che avrebbero gli affitti delle case.

Secondo lo studio, il peso dell’affitto avrebbe al sud una incidenza di 60 rispetto ai 100 pagati al nord. Non è una differenza da poco direte voi, ma sapendo che circa il 75% delle
famiglie in Italia sono possessori della propria abitazione, con un valore al sud forse anche superiore, vorremmo capire meglio quali altri parametri sono stati usati per arrivare a calcolare
queste differenze.
Per esempio: noi sappiamo che il costo dei combustibili è più alto al sud, come pure quello delle assicurazioni e, come testimonia una recentissima ricerca di Nielsen, pure i
prodotti alimentari sono più cari al sud.
Molti avrebbero scommesso il contrario, invece la spesa di alimenti, bevande, igiene persona, pulizia casa, alimenti freschi confezionati attestano un costo medio al sud superiore di ben dieci
punti rispetto al nord.  

Il differenziale complessivo del costo della vita tra nord e sud ci potrebbe pure essere, non è tanto questo e non desideriamo mettere in discussione le ricerche della Banca d’Italia, ma
suggeriamo di prendere i dati con molta cautela e non farsi paladini di specchi per allodole.
 
L’essenza di tutta questa discussione comprensiva dell’ errore di fondo alimentato nel dibattito di cui sopra, è confondere gli stipendi con il reddito familiare.
Perché manipolare le idee della gente parlando di stipendi quando si dovrebbe parlare di reddito spendibile.
Dovrebbe valere  quanto le famiglie  hanno e possono spendere in consumi e  sappiamo tutti che le famiglie al sud non dispongono degli stessi redditi del nord. Questo sarebbe
l’argomento e non altri.

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