Superenalotto: per il tribunale di Roma il Jackpot a livelli stratosferici non aumenta la febbre da gioco e non puo’ avere effetti su salute e sicurezza degli utenti

Superenalotto: per il tribunale di Roma il Jackpot a livelli stratosferici non aumenta la febbre da gioco e non puo’ avere effetti su salute e sicurezza degli utenti

Un’incredibile ordinanza è stata emessa oggi dal giudice Lorenzo Pontecorvo del Tribunale civile di Roma, che ha ritenuto che la questione posta dal Codacons (che come noto aveva chiesto
il congelamento del montepremi del Superenalotto) non sia una questione che riguardi i diritti soggettivi e tantomeno un problema di salute e sicurezza dei 20 milioni di giocatori italiani,
alcuni dei quali si stanno indebitando nel tentativo di raggiungere un obiettivo inarrivabile.

Ecco la motivazione con la quale il giudice civile ha rimesso la decisione al giudice amministrativo:

 

“…va infatti rilevato che la domanda di distribuzione del montepremi secondo i criteri diversi da quelli attualmente previsti non appare assolutamente strumentale alla tutela del diritto alla
salute (non è peraltro dato sapere in quali termini una diversa distribuzione di premi, comunque di rilevante importo, possa migliorare lo stato di salute dei giocatori incidendo
favorevolmente sulla “febbre da gioco”)”

 

Evidentemente al Tribunale civile di Roma – che ha avuto anche la faccia tosta di condannare alle spese l’associazione onlus per il suo tentativo di limitare i gravi danni che già si
sono realizzati a numerose consumatori e famiglie – sono totalmente ignote le iniziative adottate in sede europea e anche italiana dagli organismi ufficiali sanitari per combattere la patologia
della dipendenza da gioco e da gioco d’azzardo – commenta Carlo Rienzi, Presidente Codacons – che determina sfaceli nelle famiglie e che in passato ha determinato anche suicidi e atti
inconsulti di autolesionismo economico e fisico.

Solo in Italia numerose Asl hanno avviato attività, progetti, monitoraggi e iniziative di assistenza ai cittadini sul fronte della dipendenza da gioco. Tra queste le Asl di Pinerolo,
Sassari, Varese, Torino, Novara, Bologna, ecc.

Ora si attende che giovedì il Tar del Lazio abbia almeno una migliore conoscenza di quelli che sono i gravissimi danni prodotti da obiettivi di vincita enormi, spropositati e
irraggiungibili. Basti pensare che in altri paesi a fronte di somme molto elevate c’è anche chi è stato disposto a tagliarsi un dito della mano o il lobo dell’orecchio – conclude
Rienzi – per capire quale sia il banale collegamento tra l’azione del Codacons e i danni alla salute dei consumatori italiani.

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