Bruxelles: Scontro tra i Paesi Europei sull'impiego di fondi da destinare alla diffusione della banda larga nelle campagne

Bruxelles – Solleva numerose riserve tra i partner europei – ma soprattutto dubbi sulla sua efficacia – la scelta fatta dalla Commissione europea di destinare 1,5 miliardi non
spesi di fondi agricoli Ue, alla diffusione della connessione internet ad alta velocità nelle campagne, e alle future sfide nella politica agricola europea. Questi progetti
rientrano nel piano di rilancio lanciato da Bruxelles il 28 gennaio che assegna altri 3,5 miliardi, provenienti soprattutto dai fondi agricoli inutilizzati dei bilanci Ue 2008 e 2009,
alla realizzazione di grandi infrastrutture nel settore energetico.

Senza attendere una presa di posizione politica da parte dei ministri economici dell’Ue il piano di rilancio della Commissione europea – per quanto riguarda i fondi per il mondo rurale
e l’agricoltura – è già stato fortemente criticato dagli esperti nazionali a livello tecnico. In primo luogo, secondo quanto appreso dall’Ansa, non piace alla maggioranza
dei partner europei il diktat posto da Bruxelles sull’obbligo di destinare un miliardo di euro alla diffusione della banda larga nel mondo rurale: l’Olanda ed altri paesi del Nord che
dispongono già di una copertura del 100% nel paese si domandano cosa dovrebbero fare di questi fondi.

Altri, tra cui l’Italia, sottolineano tra l’altro i termini brevissimi richiesti per l’attuazione: entro il prossimo 30 giugno, dovrebbero essere modificati decine di piani regionali e
locali già programmati per lo sviluppo delle mondo rurale. Il rappresentante francese è stato categorico: il ‘pacchetto’ globale dei fondi – ha detto – non corrisponde
alle conclusioni del vertice europeo di dicembre sul rilancio dell’economia.

Parigi critica anche il mancato rispetto delle regole finanziarie dell’Ue per cui un bilancio chiuso (é il caso del 2008) non andrebbe riaperto. Raffiche sui progetti rurali
anche da Londra: i fondi per la banda larga – si sostiene – come previsto dal vertice Ue di dicembre vanno a tutte le aree in difficoltà d’accesso.

Bonn invece ha sollevato riserve di principio, preoccupata anche che la crisi dei prezzi in agricoltura e l’evoluzione di settori sensibili come latte e cereali possano richiedere il
ricorso a più fondi agricoli europei.

Al momento solo Austria, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Finlandia sono favorevoli alla proposta per lo sviluppo rurale, ma Bruxelles dovrà concedere più
flessibilità se non vuole vedere affossare i suoi progetti.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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