Bologna: Legambiente, Si inaugura la Tav Roma-Milano, ma c'è poco da festeggiare

Bologna: Oggi si inaugura in “pompa magna” l’alta velocità Bologna Milano, ma c’è ben poco da festeggiare per la maggioranza dei viaggiatori. A livello nazionale
tutto il traffico su ferro che rimane fuori dalla “Grande T” (da nord a sud da Milano a Napoli e da ovest a est da Torino a Venezia) sta tornando indietro e si deve arraggiare con orari
vecchi, pochi treni, più lenti, sporchi e sempre in ritardo come avviene per le altre città grandi e piccole dell’Emilia e della Romagna. Stesso destino per i viaggiatori
in partenza dalle stazioni intermedie come Piacenza, Parma, Modena, Reggio Emilia che si vedono ancora più lontani sia da Milano che da Bologna. La risposta dell’Amministratore
Delegato di FS Mauro Moretti è la stessa da anni: “A quelli devono pensarci le Regioni!” .

Da parte sua la Regione Emilia Romagna sembra accorgersi soltanto ora che Trenitalia ha previsto treni regionali più lenti, ma da sempre ha puntato sulla gomma e ha lasciato al
palo il trasporto su ferro. Una intesa governo/regione firmata il 1 agosto 2008 prevede infatti investimenti per nuove autostrade per circa 7 miliardi di euro. La spesa per le ferrovie
– comprese quelle “conquistate” come compensazione per dare l’OK all’abbuffata degli appalti della variante di valico e della TAV – come la relazione Poggio Rusco, Ferrara, Ravenna per
il collegamento del Porto di Ravenna alla “Brennero” e il servizio ferroviario metropolitano di Bologna – rimangono senza i finanziamenti necessari. Nel testo dell’accordo si legge
spesso, accanto alla indicazione del fabbisogno finanziario per opere giudicate strategiche, l’indicazione “totale disponibilità uguale zero”. Non sta troppo bene anche la
Ferrovia Pontremolese tra Parma e La Spezia in lista da anni ma ridotta ormai a meno di una relazione locale.

Lo stesso bilancio della Regione Emilia Romagna indica chiaramente le scelte finanziarie compiute in tema di mobilità: dal 2003 al 2008 – come ha testimoniato Legambiente con il
Dossier “Pendolaria” 2008, la Regione Emilia Romagna ha speso 291,65 milioni di euro per le strade e solo 6,61 milioni per le ferrovie. Anche nel 2008, nonostante un piccolo passo
avanti, la percentuale di spesa per il servizio ferroviario è pari allo 0,18 per cento. E non è certo una consolazione che la maggioranza delle regioni italiane abbiano
speso anche meno, con la sola eccezione della Regione Lombardia e della Regione Toscana.

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