Birra, tasse in aumento? La rivolta dei produttori

Birra, tasse in aumento? La rivolta dei produttori

500 produttori, migliaia di occupati, un giro d’affari importante: nonostante la crisi, il mondo della birra italiana vanta numeri importanti, sintomi di un settore in salute.

Tuttavia, su di esso incombe un possibile ulteriore aumento delle accise, dagli effetti potenzialmente devastanti.

A lanciare l’allarme è Alberto Frausin: il presidente di Assobirra ha affidato le sue preoccupazioni ad una conferenza stampa. Il messaggio di Frausin è chiaro: “Chiediamo al governo di cancellare l’aumento di gennaio per salvare 1.200 posti di lavoro”, senza contare altri 1200 posti nell’indotto.

A sostegno della tesi, una ricerca Ref presentata dal coordinatore della ricerca Fedele De Novellis: un aumento delle accise di 10 centesimi al litro porterà a un aumento del prezzo medio di circa il 2%, con punte del 7% nella Gdo, con la previsione di una diminuzione dei consumi del 5%. Perciò, “L’introito stimato dall’aumento della fiscalità è di 177 milioni di euro, ma la contrazione conseguente su PIL (stimata a 130 milioni) e consumi ridurrebbe l’introito reale sul bilancio dello Stato a 68 milioni”.

In aggiunta, il regime fiscale anomalo, unico per la birra: come ricorda il presidente “E’ l’unica bevanda da pasto gravata da accise, ma questa anomalia non porta nessun vantaggio al Sistema-Paese per l’effetto depressivo sull’occupazione e sui consumi. Già oggi quasi un sorso su tre va al fisco, tra accisa e Iva, per un valore di 70 centesimi per una birra che costa 1,80 euro. E mentre Paesi concorrenti come Olanda e Danimarca stanno abbassando le accise, noi produttori italiani che stiamo consolidando un export di 2 milioni di ettolitri l’anno rischiamo di incentivare solo l’import di birre low cost e da discount, dalla Germania in particolare”.

Per difendere la bionda più amata dagli italiani, nasce così Salvalatuabirra: in breve tempo, la petizione online ha superato le 100.000 firme di adesione. Tra gli aderenti, insieme a grandi chef (Sadler, Uliassi, Bowerman), campioni dello sport e un vecchio amico della birra, Renzo Arbore.

Matteo Clerici

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